La protesta
Ampliamento delle banchine Parte una raccolta di firme
Già raccolte 660 adesioni dagli ambientalisti, mentre gli operatori sono favorevoli Intanto l’amministrazione dà il via a una serie di incontri con categorie e cittadini
PORTOFERRAIO. Domani pomeriggio, a partire dalle 18, l’amministrazione comunale incontrerà nella sala del Consiglio le associazioni di categoria, gli ambientalisti, gli imprenditori turistici e i cittadini per affrontare il discorso sul nuovo piano di assetto della portualità redatto dall’Autorità di Sistema. Lo scopo è quello di conoscere in che cosa consiste l’“Adeguamento tecnico funzionale” del porto di Portoferraio. Dall’analisi, passare quindi al confronto, al dibattito con le parti interessate e alle conclusioni. Intanto sui social è partita la raccolta di firme per il “No ai tremila metri quadrati di nuove banchine all’Isola d’Elba” .
Fino al tardo pomeriggio di ieri erano state raccolte 660 adesioni contro nuovi profili di banchine. Le sostengono, sul sito www. change. org, Italia Nostra e l’associazione “I Responsabili” . Scrivono infatti gli ambientalisti. «Privilegiando parcheggi e rampe di sbarco in un’area ad alto significato ambientale, culturale e paesaggistico, si incide nel contesto peculiare del porto di Portoferraio e dell’intero golfo. Con la sua rada e la sua storia millenaria è uno dei porti più protetti al mondo. La struttura urbanistica è rimasta, sostanzialmente, quella rinascimentale, delineata dai migliori architetti di Cosimo de’Medici nel ’500. È necessario che la città, l’amministrazione comunale, ma anche la società civile, possano contribuire a definire le priorità legate alla portualità, diverse da quanto proposto dall’Autorità Portuale, per come essa è inserita nel contesto cittadino e territoriale. Portoferraio può essere un’attrazione straordinaria per l’Europa intera e l’obiettivo non è utopia, non è infinitamente costosa l’idea di recuperare questa meravigliosa macchina da guerra con molto discernimento e mano leggera».
I rappresentanti degli operatori commerciali. «Non siamo pregiudizialmente contrari – ha detto il presidente della Confcommercio dell’Elba Franca Rosso – ai lavori relativi all’adeguamento tecnico funzionale del nostro porto contenuto nel Piano regolatore vigente. Ma siamo anche dell’opinione che il piano debba essere discusso con le categorie interessate prima di attuarlo. Occorre verificare l’impatto ambientale. A una prima lettura non mi sembra che l’intervento sia così dirompente. Né gravoso. Ben vengano questi momenti di confronto con la pubblica amministrazione». I tour operator: «Un conto è avere le navi della Costa crociere in rada e un altro invece ormeggiate in banchina – dice Marco Casaroli, referente dell’agenzia Viaggi Tesi di Calata Italia –. Quando la Costa entra in rada sappiano che meno del cinquanta per cento dei crocieristi che ha a bordo, scendono con in tender in città oppure che salgono sui pullman per il giro dell’Isola. E di conseguenza anche gli stessi membri dell’equipaggio non sono liberi di fare compere in città perché devono assistere e presiedere al trasferimento dei clienti in motobarche. La musica cambierebbe se la nave attraccasse in banchina. Sono sicuro che il 90 per cento visiterebbe la nostra città e si fermerebbe nei nostri negozi per i souvenir».
Le guide turistiche. «I vantaggi ci sarebbero di sicuro – dice la guisa storica dell’Elba Marta Giordani che però esprime opinioni personali –. Però è anche vero che non si deve stravolgere il profilo della nostra città, l’architettura delle mura mediceo-lorenesi e la bellezza davvero unica del nostro golfo».
Giovanni Frangioni, ex segretario della Cgil dell’Isola d’Elba: «La proposta di adeguamento tecnico che prevede l’allungamento della banchina dell’Alto Fondale, Portoferraio non può permettersela – scrive in un comunicato-stampa –. Tale adeguamento tecnico funzionale consente all’Autorità di Sistema di modificare le destinazioni funzionali non essenziali. Cioè, modifiche non essenziali dal punto di vista funzionale o strutturale». Dopo aver criticato l’atteggiamento di alcuni personaggi che sono capaci di mettersi l’abito verde dell’ambientalista nei giorni di festa e con altrettanta facilità di rimetterlo subito nell’armadio, l’ex sindacalista afferma di non essere di fronte a nessuna emergenza che imponga una simile scelta. «Il chiaro invito è che la nuova giunta rinunci chiaramente a quel progetto di allungamento della banchina. Anzi non doveva far parte neanche del programma elettorale, con il quale ci si è presentata ai cittadini. È un progetto che sfiducia e alimenta il pessimismo. Certo è che – conclude – molti cittadini esprimeranno la loro contrarietà». —
L.C.
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