Il Tirreno

la protesta  

Una petizione per salvare l’antica cantina di Procchio

Lu.Ce.
Una petizione per salvare l’antica cantina di Procchio

L’azione di un gruppo di cittadini contro il piano di recupero adottato dal Comune «L’edificio storico sarà smembrato per realizzare nuove costruzioni, uno sgorbio»

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PROCCHIO. «Stop al piano di trasformazione della storica cantina della Pianella». A lanciare l’appello è un gruppo di cittadini residenti e ospiti di Procchio che, senza mezzi termini, parlano di «assalto edilizio». Non solo. La protesta si è concretizzata in una petizione che in queste ore è stata distribuita tra gli abitanti e i turisti della località balneare. Nel mirino dei promotori della raccolta di firme è il piano di recupero della vecchia azienda agricola privata adottato nel novembre scorso dal consiglio comunale di Marciana, all’epoca guidato dalla sindaca Anna Bulgaresi. Un piano che, di fatto, consiste nella demolizione di una parte dell’edificio con il recupero dei volumi demoliti in un’altra area all’interno del lotto di proprietà con cambio di destinazione d’uso in residenziale. La parte della vecchia cantina non demolita sarà ristrutturata (anche q uesta trasformata in residenziale). In cambio la proprietà si farà carico delle opere di urbanizzazione primaria e cederà al Comune un’area di 700 mq per la realizzazione di un parcheggio pubblico (a carico della proprietà).

Una prospettiva che, tuttavia, viene osteggiata dai firmatari della petizione, preoccupati per lo stravolgimento di una zona già fortemente provata dalla vicenda dell’ecomostro. «L’adozione del piano approvata con la delibera 56 dell’ 8 novembre 2018 distruggerebbe non solo l’insediamento edificativo e agricolo-vinicolo antico unico a Procchio, sia dal punto di vista identificativo del borgo, sia da quello culturale (vedi la targa apposta sulla cantina che testimonia la sua origine in epoca napoleonica) – si legge nella petizione – Inoltre si danneggerebbe anche l’aspetto ambientale, paesaggistico, naturale e boschivo della piana di Procchio».

L’intervento, sia chiaro, è previsto in un’area e su un immobile di proprietà privata. Ma per il gruppo di cittadini di Procchio la trasformazione contribuirebbe a snaturare l’identità della frazione.

«Il permesso edificatorio concesso – spiegano i promotori della petizione – prevede l’abbattimento della parte centrale della vecchia cantina a doppia croce con il suo meraviglioso tetto coperto da coppi rossi stile toscano nonché l’utilizzo della volumetria abbattuta per l’edificazione di una nuova struttura in stile moderno in una zona ad alto rischio idrogeologico alluvionale, nei pressi della confluenza dei due canali sopra menzionati. Qui vengono ad abbeverarsi fagiani, lepri e ricci e proprio in questo ambito verrebbe realizzato un nuovo parcheggio privato previsto dal progetto approvato. Questa cantina antica è proprio il cuore di Procchio, tra il bel viale di colonne di pietra di granito che porta a una villa elbana e il borgo della famiglia Mazzei, con tanto di chiesetta e antica casa elbana. Tra L’altro non si comprende, data la vastità della tenuta adibita da decenni a parcheggio pubblico lungo via Fontalleccio come mai per realizzare un nuovo parcheggio si debba utilizzare la zona verde lungo il rio Fontalleccio». Insomma, il piano di recupero adottato non piace ai firmatari che per chiedere l’annullamento si sono rivolti, oltre che al Tirreno, al nuovo sindaco Simone Barbi, fino alla regione, carabinieri forestali, Genio civile e Soprintendenza. «È in gioco il futuro di Procchio, la sua immagine che da borgo dei pittori potrebbe diventare sgorbio dell’Elba, pieno di edifici non coerenti con lo stile elbano e l’identità dell’isola». —

Lu.Ce.

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di Redazione web