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Parenti e amici in caserma I carabinieri di Livorno in cerca di nuovi indizi
follonica. Una folta schiera di conoscenti e amici di Simonetta Gaggioli si è presentata ieri pomeriggio nella sala d’attesa della caserma dei carabinieri di Follonica che, per l’occasione, ha ospitato i colleghi dell’arma di Livorno.
I carabinieri hanno ascoltato una per volta le sommarie informazioni testimoniali di tutti coloro che possono essere informati sui fatti che riguardano la donna trovata morta all’interno di un fosso lungo la via Aurelia. Simonetta, 76 anni, una vita agiata e un passato felice, negli ultimi ha dovuto fare i conti con un nuovo stile di vita: ha dovuto vendere tutte le sue proprietà sparse tra Follonica e Firenze e si era dedicata anima e corpo ai tre nipotini. Il figlio, Filippo Andreani, 47 anni, stentava a trovare un’occupazione fissa e aveva vissuto per molti anni a cavallo tra l’Italia e il Brasile.
Simonetta si era sempre preoccupata per quei bambini, i figli che l’uomo aveva avuto con la compagna Adriana Rocha. In tanti ricordano oggi Simonetta come una donna solare, disponibile e molto intelligente: «Mia zia era una donna di buona cultura, molto arguta e apprezzata – ricorda la nipote Cristina Paris – Era la depositaria dei ricordi di famiglia, aveva sempre degli aneddoti incredibili, cose nessuno si ricordava se non lei».
Simonetta era nata in una famiglia benestante, il padre, follonichese, era stato per molti anni medico condotto a San Quirico, paese dove la donna aveva vissuto insieme ai fratelli. Simonetta aveva poi studiato a Viterbo dove aveva conosciuto il marito, Luciano Andreani. La sua è stata una carriera molto buona: il primo impiego è stato in Comune, a Follonica, e poi, nel 1971 venne assunta in Regione Toscana, a Firenze. Nel capoluogo si era trasferita tutta la famiglia Andreani e nel 1972 era nato Filippo. Simonetta lavorava alla presidenza del consiglio e dopo alcuni anni era passata nell’ufficio del difensore civico, dove era funzionaria. A Firenze Simonetta era rimasta fino alla pensione ed è lì che Filippo aveva frequentato tutte le scuole fino al liceo classico. Follonica era però il punto di riferimento: qui tornava quasi tutti i fine settimana per venire a visitare i parenti. Con la pensione Simonetta e il marito avevano quindi deciso di lasciare Firenze per tornare in riva al mare dove avevano un appartamento doppio nel palazzo delle Tre Palme. Lì, dopo la morte del marito, Simonetta viveva con Poldo, il suo adorato cane. Negli anni però le tante proprietà della famiglia erano state vendute pezzetto dopo pezzetto e Simonetta si era prima trasferita nelle case del Giobelli a Follonica e poi aveva scelto di trasferirsi a Riotorto. La piccola frazione di Piombino doveva essere un luogo dove stare tranquilla, un paese piccolo dove coltivare le proprie passioni. La decisione era arrivata nella scorsa primavera ed era stata comunicata ai parenti pochi giorni prima del trasferimento: la famiglia aveva aiutato nel trasloco e Simonetta si era accomodata. Poco tempo dopo nell’appartamento di Riotorto è poi arrivato anche Filippo, insieme alla moglie e ai tre figli. Ed è proprio da quell’appartamento che sabato 26 luglio Simonetta è scomparsa per poi essere ritrovata una settimana dopo, morta, avvolta in una coperta e gettata in mezzo all’erba. —
Giulia Sili
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