Il Tirreno

TURISMO ALL’ARIA APERTA: IL CASO 

Caos agricampeggi, Coldiretti chiede un tavolo alla Regione

Caos agricampeggi, Coldiretti chiede un tavolo alla Regione

Serafini: «La legge dovrebbe risolvere i problemi delle nuove forme di turismo» La riforma della normativa in scia a quanto accade nella Costa degli Etruschi 

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san vincenzo. I Comuni dell’Ambito turistico Costa degli Etruschi non ci hanno girato intorno. «Stupore». «Profondo disappunto». Così hanno accolto la proposta di legge approvata dalla giunta della Regione Toscana di riordino dell’ospitalità negli agricampeggi che di fatto renderà «impossibile proporre un turismo all’aria aperta di qualità». E sulla stessa linea arriva la lettura di Coldiretti Toscana: «Una norma che riporta nel passato, nella regolamentazione è presente una forte limitazione del fare agriturismo che non si concilia con il fare impresa». La riforma della normativa arriva in scia a quanto sta accadendo nella Costa degli Etruschi: gli imprenditori agricoli si trovano a fare i conti con la zona grigia della legge, le loro strutture realizzare sulla scorta di autorizzazioni sono sequestrate. Investimenti congelati e procedimenti penali in corso.

Coldiretti Toscana non ci sta e prende posizione in merito alle modifiche alla legge regionale 30 del 2003 che disciplina il settore. «Solleviamo grossi dubbi su questa nuova legge sull’agriturismo per quanto riguarda la possibilità di fare impresa ed essere concorrenziali – spiega Simone Ferri Graziani, membro di giunta nazionale di Terranostra –. La principalità dell’attività agricola è un punto fermo, detto questo non si può limitare la possibilità di fare impresa e penalizzare i turisti che vogliono stare in mezzo alla natura. L’agriturismo in questi anni ha fatto sì che la campagna toscana tornasse a essere quella che tutti sognano con i cipressi, le vigne, il recupero del territorio e il miglioramento dei borghi, tutto questo grazie alla sua legge. Diciamo sì a un’operazione di restyling ma in un’ottica di sviluppo e non di chiusura».

Nella nuova proposta di legge per esempio si limita il numero di piazzole per l’agricampeggio, la Coldiretti Toscana fa sapere che il numero delle piazzole dovrebbe andare in base all’attività agricola, così come esplicita la legge nazionale e quella delle altre regioni.

«Chiediamo l’apertura di un tavolo di confronto tecnico per quanto riguarda la regolamentazione, nel rispetto di quella che è stata la normativa ad oggi – afferma Luca Serafini, presidente di Terranostra Toscana –. La legge dovrebbe andare incontro e risolvere quelli che sono i problemi relativi alle nuove forme di turismo, legate a un moderno modo di vivere la campagna e il territorio, senza però limitare o stravolgere quella che è la normativa precedente». Che prosegue: «La Toscana è leader per quanto riguarda l’ospitalità e gli spazi aperti rivolti a chi sa apprezzare l’agricoltura de il territorio, la domanda da parte dei turisti è molto forte e la risposta deve essere altrettanto strutturata e non può essere limitata e limitante. I numeri per quanto riguarda l’ospitalità negli spazi aperti sono così piccoli in relazione alla massa dei flussi turistici della nostra regione, non capiamo perché – conclude Serafini – debbano essere così fortemente ridotti e penalizzati dalla nuova legge. Abbiamo salvato centinaia di aziende agricole che altrimenti sarebbero state destinate alla chiusura e all’abbandono, siamo disponibili a collaborare in un’ottica di modifica, affinché la Toscana continui ad essere un luogo in cui l’agriturismo diviene l’officina di valorizzazione delle eccellenze e del territorio». —



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