Il Tirreno

Il ritorno alla Lamaia, la pocket beach è ancora carica di rifiuti spiaggiati

Il ritorno alla Lamaia, la pocket beach è ancora carica di rifiuti spiaggiati

Manu e Blue Moon fanno rotta sulla caletta tra la Biodola e Procchio Lo scenario è desolante tra bidoni, tubi e pezzi di automobili di plastica 

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diario di bordo

Vele Spiegate, l’iniziativa di pulizia e censimento dei rifiuti nell’Arcipelago Toscano di Legambiente e Diversamente Marinai della quale Il Tirreno è media partner, ha scelta un paio di spiagge campione sulle quali tornare con i campi di volontariato per adulti dopo che erano state già ripulite dai campi di volontariato per minorenni. Una di queste spiagge è la piccola e selvatica Lamaia, nascosta nella costa tra la Biodola e Procchio, a segnare il confine tra i Comuni di Portoferraio e Marciana, non a caso la prima ad essere ripulita all’avvio di Vele Spiegate 2019 il 14 giugno.

Come scrivevano allora i giovanissimi volontari sul diario di Bordo di Manu e Blue Moon «non c'è nessuno sulla spiaggia e, tutto sommato, i rifiuti che troviamo sono abbastanza contenuti. Qualcuno in questi mesi, in cui la sensibilizzazione sull'inquinamento del mare ha raggiunto livelli importanti, deve aver organizzato pulizie spontanee che hanno inciso positivamente su un pezzo di costa che negli anni scorsi era particolarmente contaminato e sporco». Ma quel che trovano i volontari adulti ad agosto è tutta un’altra storia. Come racconta una volontaria: «Scesi in spiaggia si comincia a trovare di tutto; bidoni di benzina abbandonati, tubi, pezzi di auto in plastica, siringhe e contenitori di insulina, tappezzeria, mozziconi di sigarette, bastoncini di cotton fioc e plastica... che amarezza!». Tra i rifiuti anche i dischetti di plastica del depuratore di Sarno, in Campania, portati in mare dall’esondazione di un fiume nel febbraio 2018 e che continuano a spiaggiarsi all’Elba e un grosso telo di plastica tirato fuori a fatica dalla banchina posidonia spiaggiata. Questa spiaggia, raggiungibile solo con il sentiero costiero Biodola – Guardiola e con un altro in discesa che parte della strada provinciale, in un mese e mezzo è radicalmente cambiata: sono bastati i temporali e le mareggiate di luglio a trasformare un luogo che era stato faticosamente riportato quasi alla sua originaria naturalità (in realtà nessuno sa quanti rifiuti ci siano sotto la banchina di posidonia e la sabbia) in ricettacolo di spazzatura marina di ogni tipo e dimensione, da quella macroscopica e ingombrante a quella più minuscola e inafferrabile che finisce uomini umani. Come conclude un volontario: «È l’ennesimo esempio dell’inquinamento dell’uomo. In questo viaggio di volontariato con Legambiente e Diversamente Marinai abbiamo capito tantissime cose: ci ha fatto riflettere sull’impatto che le plastiche e il resto dei rifiuti hanno anche in mare e su come si fa a condividere o a cambiare il nostro stile di vita». È in spiagge come la Lamaia che la “noiosa” catalogazione dei rifiuti diventa ancora più importante perché permette di capire come cambi, nel giro di poche settimane. Il flusso dei rifiuti marini in quest’area del Santuario internazionale dei mammiferi marini Pelagos, dati preziosi per Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, Enea e Università di Siena che sostengono l’iniziativa insieme a Novamont, Acqua dell’Elba, Traghetti Lines e agli sponsor tecnici. Esa, Esaom e Unicoop Tirreno. —

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