Italia
Commissione d’inchiesta sulla vicenda dei rifiuti C’è il voto all’unanimità
piombino. Il risultato è portato a casa. Sarà istituita una commissione consiliare d’inchiesta “sulla situazione pregressa di Asiu, Tap e Rimateria, nonché sulle vicende correlate alla gestione dei rifiuti nell’ambito territoriale del comune di Piombino e della Val di Cornia”. È la denominazione dell’organismo che ha trovato l’unanimità in consiglio comunale e dovrà prendere vita entro 45 giorni.
La mozione da cui sono partite le forze di maggioranza prevedeva una commissione di studio. E lo faceva partendo da due dati sottolineati dal capogruppo Fi–Udc–Civici popolari Luigi Coppola e nelle repliche dal sindaco Francesco Ferrari. Rispettare l’impegno preso in campagna elettorale di fare luce sulla gestione dei rifiuti ed evitare che a guidare i lavori della nascente commissione potesse essere un consigliere espressione dell’attuale minoranza Pd, come avrebbe previsto lo statuto comunale se si fosse proposta una commissione d’inchiesta: «Il controllore sarebbe stato anche il controllato». Il pacchetto portato a casa dalla maggioranza dopo un confronto con le opposizioni garantisce i presupposti che hanno ispirato la proposta. Ma se letta nella complessità del dibattito consiliare c’è dell’altro.
A parlare di pericolosa forzatura dello statuto volendo istituire una commissione di studio per indagare su vicende del passato è stata più di una voce. Lo ha sottolineato Fabrizio Callaioli (Rc), che ha rilevato come nella passata consiliatura «la richiesta sottoscritta da tutte le minoranze venne respinta». Marco Pellegrini (Pd) ha confermato che il suo partito non è interessato a nessuna presidenza di commissione e che «non si possono piegare a uso della maggioranza le norme dello statuto». E così Anna Tempestini (Anna per). Anche Daniele Pasquinelli (5 Stelle) concorda che lo strumento più calzante sia quello della commissione d’inchiesta: «Se qualcuno ha in mano una notizia di reato faccia un esposto, lo scopo della commissione sarà quello di rilevare le responsabilità politiche».
Risultato? In una riunione di capi gruppo viene messo a punto un testo emendato della mozione. Il voto è all’unanimità. Dalla platea parte anche un applauso. Sembra un’altra era politica. Nascerà la commissione d’inchiesta che nella precedente consiliatura non aveva trovato il consenso delle allora forze di maggioranza. —M.M.
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