Il Tirreno

porto azzurro 

Canoista individua un altro delfino morto finito sugli scogli

(Servizi alle pag. 10 e 11)
Canoista individua un altro delfino morto finito sugli scogli

Non si arresta la morìa dei cetacei nell’Arcipelago Toscano Subito segnalata alle autorità la presenza della carcassa

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PORTO AZZURRO. Non si arresta la morìa di delfini nel medio-alto Tirreno. L’ultimo avvistamento, in ordine di tempo, è quello registrato dall’econauta Umberto Segnini, nella mattinata di mercoledì 31 luglio.

Il giovane sportivo elbano era impegnato a compiere un’escursione in canoa nel golfo di Porto Azzurro, quando si è imbattuto nella carcassa di un delfino, apparentemente in stato di avanzata decomposizione. Non è stato possibile accertare se il delfino si fosse lui stesso adagiato sugli scogli in fin di vita, oppure se sia stato trasportato in quel punto dalle correnti marine.

Sta di fatto comunque che i resti del cetaceo erano incastrati sulla scogliera tra le località di Capo Calvo e Buzzancone. «Dal momento che ero stato io il primo ad aver segnalato la circostanza – dice Umberto Segnini – è stata mia principale cura allertare ed avvisare la Capitaneria di Porto e la Guardia Costiera di Portoferraio».

Sale a questo punto il numero di delfini morti in Toscana. Fino ad ieri il numero accertato era di 31 esemplari deceduti dall’inizio di quest’anno. E si infittisce il mistero delle loro morti.

Secondo dati diffusi da Arpat, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale toscana, ogni anno si spiaggiano 18 esemplari sulle coste Toscane.

Di questi il 20 per cento è stato trovato in buone condizioni. Quest’anno invece, solo nell’ultimo mese, si sono verificati ben 11 spiaggiamenti. Una circostanza veramente eccezionale che ha allertato gli specialisti. I veterinari dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Pisa stanno comunque indagando sulla causa di queste morti, al momento sconosciute. Sono stati prelevati campioni di organi e tessuti degli esemplari per le analisi patologiche, verificare l’eventuale presenza di batteri e virus e controllare il contenuto dello stomaco per analizzare la dieta e ricercare eventuali materiali plastici all’interno dello stomaco che potrebbero aver ucciso gli animali.

In attesa dei risultati, che arriveranno non prima di qualche settimana, l’Osservatorio regionale sarà impegnato a sorvegliare, come di consueto, l’area della costa tirrenica, dell’arcipelago e dell’Elba in particolare a tempo pieno, al fine di monitorare la situazione. —

(Servizi alle pag. 10 e 11)

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