Il Tirreno

Alle Antiche Saline sfidando il maltempo a caccia di plastica nell’oasi naturalistica

Alle Antiche Saline sfidando il maltempo a caccia di plastica nell’oasi naturalistica

Dopo il Giglio i volontari di Legambiente e Diversamente Marinai tornano all’isola d’Elba per l’ultimo giorno della loro avventura 

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il diario

Il quinto e ultimo campo per minorenni di Vele Spiegate di Legambiente e Diversamente Marinai inizia con un cielo grigio destinato a peggiorare e a diventare in nottata una tempesta di pioggia e fulmini, Ma Blue Moon e Manu tolgono gli ormeggia dal porto Esaom Cesa per raggiungere in pochi minuti di navigazione un obiettivo tanto domestico quanto selvatico: la costa di fronte a Cosmopoli, la Portoferraio medicea, dove la spiaggia di ghiaie diventa una striscia sottile che, andando a est verso la piccola frazione dei Magazzini, borda una delle antiche saline del capoluogo elbano, ormai diventata un’oasi per aironi, tarabusi, gallinelle d’acqua e porciglioni. La situazione la riassume efficacemente un ragazzo: «Un litorale composto da sabbia, ciottoli e tanta plastica». Sbarcati sulla lingua di ghiaia minuta che divide l’acqua salata da quella dolce con tutto il necessario per la raccolta e la catalogazione dei rifiuti fornito da Esa (sponsor di Vele Spiegate insieme a Parco Nazionale Arcipelago Toscano, Novamont, Acqua dell’Elba, TraghettiLines, Inicoop Tirreno) ragazze e ragazzi si sono tuffati a caccia di rifiuti tra i rami delle tamerici che sudano sale, e i canneti che orlano una della due zone umide più importanti dell’Elba (insieme a Mola), trovando un po’ di tutto. Poi, sono passati a ripulire anche gli anfratti di una piccola scogliera artificiale, posta a improbabile difesa di una costa in erosione, dove battono forte le onde sollevate dai traghetti che sbarcano continuamente i turisti all’Elba e li riportano in continente. La caccia al rifiuto continua e si confrontano i rofiti più strani: una boa, un elefantino di plastica, roba indecifrabile e tappi di bottiglia dentro strati di posidonia spiaggiata… fino a che i sacchi sono pieni e i capitani e i capi-campo di Legambiente danno lo stop. Catalogati secondo innumerevoli categorie i rifiuti raccolti nel transetto per raccogliere i dati che andranno al Parco Nazionale e a Enea e Università di Siena, tutto finisce negli appositi sacchi della raccolta differenziata che verranno ritirati da Esa. Bisogna far presto a ritornare nell’accogliente porto di Portoferraio perché all’orizzonte si intravedono già nuvole cariche di pioggia. Qualche volontario sceglie comunque di salutare l’Arcipelago Toscano e l’Elba andando in spiaggia, altri preferiscono restare a farsi cullare dalla nostalgia che già arriva facendosi cullare sulla barca, giocando a carte e a riposare dopo la lunga traversata dal Giglio e all’Elba. Poi, come racconta una ragazza, «Ascolto il tamburellare delle prime gocce di pioggia sul tendalino della vela, illuminata da quelle poche lame di sole che scappano dalla coltre di nubi, che vanno via via ingrossandosi facendosi sempre più minacciose, nere, squarciate dalle scosse dei lampi. Il vento tocca vette di 25 nodi, e inizia a piovere molto forte», Il cielo piange e piangerà anche il giorno dopo, e non saranno le ultime lacrime per i ragazzi e le ragazze che si salutano e si promettono. Da domani comincia una nuova avventura e Il Tirreno ve la racconterà per tutto agosto. —

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