Il Tirreno

Elba, vertice tra sindaci sul dissalatore: finanziamenti per tre milioni

Luigi Cignoni
Elba, vertice tra sindaci sul dissalatore: finanziamenti per tre milioni

A Piombino riuniti amministratori e personale Asa e Ait: «È la struttura più adatta per le situazioni di emergenza»

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CAPOLIVERI. Asa e Autorità Idrica Toscana determinati a procedere verso la realizzazione del dissalatore a Mola. E c’è una ragione in più. I Comuni dell’Elba e quelli della Val di Cornia non dovranno impegnare soldi delle loro amministrazioni per la costruzione e la messa a regime dell’impianto. Il piano nazionale degli acquedotti copre i 3 milioni che fino a ieri erano a carico degli enti locali livornesi. In questo modo l’intera somma (circa 15 milioni) per la costruzione dell’opera che metterà in sicurezza la risorsa idrica dell’Elba non graverà sui comuni dell’isola né su tutti gli altri della provincia di Livorno. L’intervento governativo centrale è la svolta che pone l’opera del dissalatore come concreta soluzione per le necessità idriche dell’Elba e, adesso, la soluzione concreta perché interamente finanziata. . È quanto emerso dall’incontro di ieri mattina, nella sala consiliare del Comune di Piombino, i sindaci della Val di Cornia e dell’isola d’Elba (erano presenti Portoferraio, Campo nell’Elba, Marciana e Capoliveri), convocati dall’assessore all’Ambiente della Regione Toscana, Federica Fratoni (ma assente alla riunione per un grave motivo familiare) e dal direttore dell’Autorità Idrica Toscana, Alessandro Mazzei, per parlare del bilancio idrico dell’Elba e Val di Cornia e per spiegare le ragioni del dissalatore di Mola. Erano presenti i tecnici di Ait e di Asa, per fornire tutte le informazioni di dettaglio. Inoltre hanno assistito all’incontro anche Isabella Bonamini dell’Autorità di distretto dell’Appennino Settentrionale e il consigliere regionale Gianni Anselmi, espressione del territorio.

«L’isola – si legge nel comunicato Asa - ha un’eccedenza idrica di 45milioni mc/anno, che rappresenta il quantitativo di risorsa rinnovabile. Purtroppo di questa eccedenza l’infiltrazione totale è soltanto del 20%, cioè circa 9milioni mc/anno. Il restante 80%, pari a 36milioni mc/anno, è la risorsa che non si infiltra nelle falde e va perduta, ruscellando a mare durante le precipitazioni».

Ci sono altre soluzioni al dissalatore? È possibile intercettare 7/10milioni mc/anno delle acque che piovono sull’isola, per mettere in sicurezza il suo approvvigionamento idrico? «Lo studio effettuato – rispondono all’Asa - dimostra che la costruzione di invasi avrebbe un impatto ecologico e ambientale per l’Elba di proporzione insostenibile ai fini del mantenimento del territorio isolano in una situazione appetibile per i turisti. Inoltre la messa in opera di questi interventi avrebbe dei costi enormi». Il dissalatore è l’unica soluzione a breve-medio termine. Infatti, l’impianto di dissalazione consente di aumentare la resilienza del territorio rispetto a eventi critici, come un eventuale guasto sulla condotta sottomarina o eventi climatici avversi (siccità prolungata).. Il dissalatore consente anche di gestire le risorse locali rinnovabili con maggiore flessibilità potendo massimizzare la ricarica invernale negli acquiferi. Molte isole dell’arcipelago toscano hanno già in funzione un dissalatore che assicura autonomia idrica, il Giglio, Giannutri, Capraia.

«All’Elba si farà un impianto all’avanguardia, col minimo impatto ambientale. Così l’Isola può cominciare – conclude il comunicato - a diventare indipendente dal punto di vista idrico». 

 

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