Il Tirreno

il caso 

Scoperto un “cimitero” di nacchere

1 MINUTI DI LETTURA





I volontari di Legambiente approfittano della navigazione e dei bagni che fanno lungo le magnifiche coste dell’Arcipelago Toscano per fare citizen science, segnalando sia la presenza di cetacei e uccelli marini rari (come i tursiopi incontrati tra l’Elba e Capraia o le berte al largo di Pianosa) ma al giglio i ragazzi che hanno indossato la maschera per controllare i fondali di Capo Marino non si aspettavano che in un mare così ricco di vita avrebbero incontrato anche la morte: «Scorfani, occhiate, castagnole rosse e nere, piccoli rombi, granchi e paguri – spiega ancora estasiata una ragazza - anche tante povere Pinne nobilis distese senza vita sul fondale... una vera strage!». Si tratta delle nacchere, le più grandi conchiglie bivalvi del Mediterraneo e Legambiente solo pochi giorni fa aveva segnalato una moria simile di nacchere sui fondali della vicina isola di Giannutri e, ancora prima, all’isola d’Elba. Un fenomeno che sembra dovuto all’arrivo – probabilmente portato dall’uomo - di un parassita alieno e che sta sterminando nel Mediterraneo questi bellissimi e utilissimi filtratori. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web