Gioco
Rotta su Capo Marino un angolo di paradiso assediato dai rifiuti portati dal mare
Seconda tappa al Giglio per Legambiente e Diversamente Marina Quindi il ritorno all’isola d’Elba dopo ben dieci ore di navigazione
il diario
Sveglia alle 7 e colazione veloce in navigazione per la seconda tappa all’Isola del Giglio di Vele Spiegate, l’iniziativa di pulizia delle spiagge e di censimento dei rifiuti di Legambiente e diversamente Marinai della quale Il Tirreno è media partner. Rispetto alle altre giornate la colazione è stata fatta in navigazione. La ciurma di giovanissime volontarie e volontari a bordo di Manu e Blue Moon hanno fatto rotta su Capo Marino, a sud di Giglio Porto, tra la spiaggia delle Cannelle e quella delle Caldane: «Raggiunta la spiaggia da ripulire, o meglio una sequela di massi sparpagliati da un gigante dopo un’insenatura che solo quei matti di Legambiente possono cercare di far passare per una spiaggia - – racconta un ragazzo - abbiamo cominciato a caricare i gommoni/tender con tutta l’attrezzatura necessaria. La maggior parte di noi ha deciso di raggiungere la riva a nuoto per cominciare il lavoro rinfrescati dalle limpide acque del Giglio. Scaricata l’attrezzatura fornitaci da Elbana servizi ambientali sulla spiaggia ci siamo messi a lavoro trovando una (relativamente) grande quantità di spazzatura, come al solito: polistirolo, bottiglie, buste di plasticata, reti, taniche, cime da barca ecc...». l’obiettivo dei “matti” di Legambiente è proprio questo: ripulire tratti di costa “ignorati” perché difficili da raggiungere o anche poco attraenti per i bagnanti che cercano situazioni “comode”, ma che a volte diventano vere calamite per i rifiuti marini. Sono i dati raccolti in queste aree che sono particolarmente interessanti sia per il Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano – che sponsorizza Vele Spiegate insieme a Novamont, Acqua dell’Elba e Traghetti Lines - ed Enea e Università di Siena che danno il patrocino scientifico all’iniziativa. La conferma arriva da un’altra volontaria: «A differenza dell’altra spiaggia del Giglio, questa volta abbiamo trovato un insolita quantità di pezzi di vetroresina probabilmente appartenenti a una ex piccola imbarcazione e altri pezzi dì metallo anche questi possibilmente appartenenti alla barchetta. Il setacciamento e pulizia della spiaggia è durato più o meno 40 minuti essendo un ambiente ristretto rispetto a quelli che abbiamo ripulito finora. Come di dovere dopo la completa pulizia della spiaggia abbiamo catalogato ogni singolo pezzo raccolto, anche questo con un insolita velocità ma efficienza». Una ragazza continua: «Dopo aver svolto il nostro duro lavoro abbiamo caricato i gommoni con tutti i sacchi pieni di spazzatura e l’attrezzatura che era stata usata e nuovamente raggiunto le barche a nuoto per un ultimo bagno prima di pranzo». Alle 13.30 è iniziato il lungo viaggio di ritorno verso l’Isola d’Elba che, alla fine, data la mancanza di vento, si è dimostrato più lungo del previsto. Durante la navigazione abbiamo comunque potuto esercitare e sperimentare nuove tecniche di navigazione con il supporto dei nostri comandanti. La lunga giornata si è conclusa con l‘ormeggio in banchina al porto cantieri Esaom Cesa di Portoferraio e le 10 infinite ore di navigazione ci hanno dato una sana lezione di vita da marinai». —
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