Sicurezza
Rimosse le prime biciclette da piazza della Stazione
Campiglia: i mezzi trasferiti al magazzino comunale. Ai proprietari un anno di tempo per reclamarle, poi andranno in beneficenza
CAMPIGLIA. La rimozione è scatta di primo mattino. Il 30 luglio alle ore 7 gli agenti della polizia municipale e una squadra di operai del Comune di Campiglia Marittima si sono presentati in piazza della Stazione. Tronchesi e ordinanza, la numero 66 del 2018, alla mano sono state rimosse sette biciclette, o quel che ne resta, dalle rastrelliere.
Sono state rimosse quelle in evidente stato di abbandono, quattro modelli da donna e tre mountain bike, che sono stati trasferiti al magazzino comunale. Nell’ipotesi che ci siano persone interessata a reclamarle hanno un anno di tempo per farsi avanti in Comune e dimostrare che ne sono i proprietari. Ma dovranno anche essere disposti a pagare la sanzione amministrativa che va da un minimo di 25 fino a 500 euro. Trascorsi i dodici mesi le bici diventeranno di proprietà dell’amministrazione comunale.
Sette che sono state rimosse ma ne restano alcune decine. Assicurate a pali e recinzioni. E molte continuano a restituire un senso di abbandono. Più di carcasse che di biciclette funzionanti. Cannibalizzate da chi se ne è servito per recuperare pezzi di ricambio. Impossibile non notarle arrivando nel piazzale della stazione ferroviaria di Campiglia Marittima. Accatastate a poca distanza, in via della Stazione. Chi le osserva non ha dubbi. Molte servivano agli ospiti del centro di accoglienza per richiedenti asilo che è chiuso da maggio, a seguito del trasferimento dei migranti in altre strutture della provincia di Livorno.
L’ordinanza 66 del 2018 parla chiaro. L’obiettivo è garantire il decoro e la sicurezza dei pedoni messi a rischio da “disordinato deposito di velocipedi in luoghi diversi dalle apposite rastrelliere ossia fissati agli arredi stradali, ai pali della segnaletica, ai pali dell’illuminazione pubblica”, si legge nel documento. Da qui la scelta di rimuovere le bici che risultano in evidente stato di abbandono sul suolo pubblico, cioè prive di parti essenziali per poter circolare come sella, ruote o manubrio. Ma c’è anche la facoltà di togliere quelle che a prescindere dalle condizioni sono fuori posto. Trascorso un anno le bici potranno essere date in beneficenza o rottamate.
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