Il Tirreno

la tragedia 

Malore in casa nella notte: muore davanti all'amica

Alessio Dondoli, ad agosto avrebbe compiuto 37 anni
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Alessio Dondoli, ad agosto avrebbe compiuto 37 anni

Piombino, l’uomo aveva 37 anni ed era uscito da poco dal carcere. Si è sentito male in casa sua, un’amica ha chiamato il 118

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PIOMBINO. Era uscito dal carcere da un paio di settimane ma si è goduto pochissimo la libertà ritrovata. Alessio Dondoli infatti è morto nel proprio appartamento per un malore improvviso che lo ha colpito ieri notte e non gli ha lasciato scampo. Era giovane, Dondoli, il prossimo mese avrebbe compiuto trentasette anni.. Il medico del 118 intervenuto ha parlato di edema polmonare. Per stabilire la causa esatta del decesso, il sostituto procuratore Sabrina Carmazzi ha disposto l’autopsia.

Nella giornata di oggi dovrebbe essere conferito l’incarico al medico legale. La salma intanto è all’obitorio, dove da ieri è cominciato il pellegrinaggio di parenti e amici.

Dondoli ieri notte era casa sua, in via Torino, in compagnia di un’amica. A un certo punto si è sentito male, non riusciva a respirare. È stata l’amica a telefonare al 118 e a far scattare i soccorsi.

Quando sono arrivati medico e volontari il trentaseienne era ancora vivo, ma in condizioni gravissime.

E poco dopo il suo cuore ha cessato di battere, malgrado i disperati tentativi di rianimarlo.

L’ambulanza lo ha portato all’ospedale, non sappiamo se Dondoli sia morto durante il trasferimento o a Villamarina.

Fatto sta che la salma è stata trasferita all’obitorio. Nel frattempo in via Torino sono intervenuti anche i carabinieri.

Dondoli era finito alle Sughere nel gennaio dello scorso anno, alla seconda evasione (nel giro di cinque mesi) dagli arresti domiciliari dove era stato posto per porto abusivo di arma e ricettazione.

Nel settembre del 2017 infatti, insieme a un amico (pure lui deceduto qualche mese fa), era stato fermato dai carabinieri a Fiorentina mentre, in scooter, viaggiava con un fucile con le matricole abrase, un pugnale e altro materiale.

Dai domiciliari si allontanò un paio di volte finché il giudice non decise di inasprire la pena.

Ora era tornato libero e sembrava che per lui la vita potesse ricominciare. Invece un malore lo ha ucciso. —

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