Attenzione
«Mancano personale e programmi la direzione deve andarsene»
Il sindacato Fials proclama uno sciopero per l’intera giornata del 30 luglio in tutto il territorio aziendale
PIOMBINO. Un anestesista, un pediatra e un ginecologo per far ripartire subito il punto nascita adeguandolo alle norme attuali. Non se ne trovano? Colpa di una direzione aziendale che ha perso tempo senza saper programmare e che quindi deve andarsene a casa.
Suona più o meno così il ragionamento di Massimo Ferrucci, segretario provinciale Fials, inserito nel contesto più ampio con cui motiva lo sciopero indetto dalla sua organizzazione per l’intera giornata di martedì 30 luglio in tutto il territorio aziendale.
Il discorso vale anche per Ortopedia, affinché si evitino ai cittadini della Val di Cornia trasferimenti su Livorno. Per Urologia o altre situazioni. Non solo locali.
«La direzione sapeva da tempo della riduzione dei medici ortopedici passati da sei a tre unità, sapeva delle carenze dei medici urologi, sapeva della necessità di adeguare l’organico del Punto nascita dopo anni di deroghe ma non ha colpevolmente provveduto. Una direzione incapace che deve essere rimossa», commenta Ferrucci. Che a Piombino riscontra livelli assistenziali più bassi tra tutte le zone della Asl Nord Ovest a causa di una distribuzione del personale medico e infermieristico non basata sui reali volumi delle attività.
Lo sciopero arriva al termine di una trattativa che non avrebbe prodotto risultati significativi in fatto di fabbisogno di personale, diritti dei lavoratori e dei cittadini a un servizio pubblico efficiente. Ferrucci attacca anche le altre organizzazioni sindacali, liquidando come «una farsa dannosa» l’accordo sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil per l’assunzione di 50 infermieri e 20 Oss interinali per tutta la Asl Nord Ovest. Perché quei numeri, suddivisi tra 13 ospedali e 10 zone sociosanitarie si trasformeranno in una media di circa 3 unità a struttura. Intanto l’unificazione tra gli ospedali di Piombino e Cecina per Fials continua a determinare un ulteriore abbassamento delle prestazioni.
Un piano dei fabbisogni adeguato, soluzioni stabili con rapporti di lavoro a tempo indeterminato per garantire il diritto a lavorare in sicurezza, che è sicurezza anche per i pazienti, e a godere dei diritti fissati dalla legge e dal contratto nazionale: questo chiede il sindacato autonomo. Che, al contrario, registra dalla controparte la compressione o l’annullamento del diritto al riposo giornaliero e settimanale. «La direzione costringe gli operatori allo svolgimento programmato dello straordinario o non consente lo smaltimento delle ferie arretrate che ammontano, sulla base del bilancio di esercizio 2016, nella traduzione in 53 milioni di euro. Infine – chiude – il lavoratore deve essere valutato con criteri oggettivi rispetto ai titoli, alle prestazioni fornite e all’adempimento dei propri doveri e in funzione degli obiettivi misurabili assegnati». —
V.P.
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