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Il Comitato torna alla carica «Vogliamo i carotaggi»

Il Comitato torna alla carica «Vogliamo i carotaggi»

Pressing asfissiante su sindaco e giunta: «Mantenete le promesse fatte» Pronto un ricorso al Tar se dovesse passare l’ampliamento della discarica

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piombino. Il Comitato salute pubblica, dopo la lettera spedita al sindaco Francesco Ferrari, torna a parlare della discarica e delle azioni che si aspettano dall’amministrazione comunale. Ribadendo che si opporranno a qualsiasi ampliamento della discarica anche con il ricorso al Tar. «È di queste ore la notizia che Navarra e Unirecuperi si sono impegnati congiuntamente per il rinnovo della fideiussione necessaria a far sì che la Regione permetta di conferire nuovi rifiuti nel cono rovescio. Rifiuti che, ci teniamo a sottolinearlo, continueranno a provenire da tutta Italia».

«L’amministrazione che ha vinto le ultime elezioni ha promesso di impedire il suo ampliamento (anzi, per essere precisi il suo “raddoppio”). L’attuale sindaco ha addirittura aperto la propria campagna elettorale con una conferenza stampa davanti all’ingresso di Rimateria, tanto perché la gente avesse ben chiaro qual era l’impegno che si stava assumendo. Ed ora la città, con il Comitato di Salute Pubblica in prima fila, pretende il rispetto di questo impegno. Niente di strano, vi pare? Non è così che funziona la democrazia?». Insomma, il Comitato sta diventando martellante nei confronti del sindaco, che da parte sua deve dipanare una matassa assai intricata qual è appunto la questione rifiuti.

E il Comitato torna a chiedere i carotaggi, dicendo di non comprendere a questo punto perché non vengono autorizzati. «Un anno fa (il 4 luglio 2018) il Comitato ottenne dagli amministratori del comprensorio la promessa che sarebbero stati effettuati dei carotaggi sulla discarica per escludere la possibilità che vi fosse stato conferito materiale pericoloso. Vi ricordate i barili di mercurio di Lonzi e RaRi? Vi ricordate le intercettazioni telefoniche che rivelavano come sicuramente essi fossero finiti a Ischia di Crociano o a Rosignano? Se dei rifiuti pericolosi sono finiti in una discarica costruita e gestita per rifiuti non pericolosi, non è cosa di poco conto: i danni alla salute e all’ambiente potrebbero essere ingenti. Ricordiamo che almeno un terzo dei rifiuti con cui la discarica è stata innalzata da 26 a 32 metri proviene proprio dalle ditte Lonzi e RaRi, indagate per traffico illecito di rifiuti pericolosi, e che ben due Commissioni di inchiesta (quella del Senato del 2018 e quella della Regione Toscana del 2019) hanno ipotizzato che anche nella discarica di Rimateria potrebbero essere finiti quei rifiuti pericolosi». Il Comitato sottolinea anche che l’amministrazione Comunale non ha ancora inviato al Nurv la documentazione «ove dichiara il suo no a qualsiasi ampliamento della discarica. Come Comitato abbiamo ripetutamente invitato il sindaco e il vicesindaco ad inviarla al più presto e a evidenziare in essa il criterio escludente della presenza di due centri abitati nella fascia di rispetto di 500 metri dal perimetro del progettato impianto». Dunque viene rinnovata a Ferrari la richiesta di inviare in Regione la lettera.

Il Comitato sposta poi l’attenzione sulla diversificazione economica, ma con garagnzie. Esempio Pim: «Dovrebbe essere permesso di fare rimessaggio, costruzioni navali, carpenteria metallica, ma non demolizioni navali, attività altamente impattante ». E chiede infine che non vengano concessi altri spazi al trattamento, stoccaggio, spedizione e messa a dimora di rifiuti e sostanze tossiche: la somma degli impatti ambientali delle numerose attività già avviate ha già raggiunto una soglia di guardia. Occorre impedire nuovi insediamenti di questo tipo e controllare severamente quelli autorizzati e in fase di autorizzazione». —

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