Il Tirreno

il caso 

Estetiste abusive la promozione passa dai social

Manolo Morandini
Estetiste abusive la promozione passa dai social

Piombino, L’allarme di Cna. L’associazione invita le imprese a segnalare i casi sospetti e garantisce l’anonimato e di farsi carico della denuncia

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Piombino. Vanno in giro per le case in cambio di pochi euro o accolgono nelle proprie a prezzi quasi da salone. Le estetiste abusive stanno togliendo terreno da sotto i piedi a chi svolge regolarmente l’attività. A rilanciare l’allarme è la Cna, a cui stanno arrivando numerose segnalazioni.

La misura del sommerso si ottiene via Facebook. Sul social basta impostare la tipologia di prestazione e la località per farsi un’idea del fenomeno. C’è una sorta di spavalderia. In passato ci si affidava al passaparola per farsi conoscere. Uno dei veicoli di promozione dei servizi a nero preferiti sono i market place locali di Facebook, tipo “Offro e cerco lavoro...” o “Mercatino dell’usato...”, dove gli accordi si stringono in privato su Messanger. «Se prima tutto era sottotraccia – afferma il coordinatore sindacale Cna Livorno Alessandro Longobardi – adesso molti abusivi si pubblicizzano addirittura tramite i social o l’affissione di volantini con tanto di numero di telefono e prezzi delle prestazioni. La concorrenza sleale è forte e le imprese non ne possono più perché i tempi sono difficili per tutti».

Una stima indicativa del sommerso è di uno ogni due regolari. Ma risale a più di un anno fa e per gli addetti ai lavori, 38 tra Piombino e la Val di Cornia, sgonfia la realtà di un settore parallelo che tende a crescere con l’arrivo della bella stagione. Ma il fenomeno del sommerso e si può allargare a molte altre attività. «A Cna – dice il direttore provinciale Dario Talini – non interessa che venga colpito chi, seppur illegalmente, fa qualche piccola e occasionale prestazione, perché capiamo l’impossibilità di spingersi a questo livello di controllo, ma ci mettiamo a servizio delle forze dell’ordine per scovare chi ha fatto dell’irregolarità uno stile di lavoro, chi si è attrezzato per eseguire ogni giorno lavorazioni per le quali le imprese regolari sottostanno a tasse, controlli, norme sulla sicurezza e sugli smaltimenti ambientali, formazione obbligatoria e tante altre norme tanto giuste quanto onerose nel loro rispetto».

Le estetiste regolari, che pagano le tasse e subiscono decine di controlli, da quelli fiscali a quelli sanitari, non ne possono più della concorrenza sleale. E a questo proposito Cna rilancia la campagna di sensibilizzazione contro l’abusivismo, che invita alla segnalazione all’associazione di presunti casi di lavoro abusivo o irregolare. «Quella all’abusivismo – afferma il presidente Cna Livorno Maurizio Serini – è una battaglia da fare sia a livello culturale che di legalità; per la prima, abbiamo iniziato un percorso in alcune scuole e punteremo ad informare gli utenti dei rischi che corrono a livello di salute, sicurezza e perfino legale, nonché del danno fatto alle aziende regolari; per la parte della legalità chiediamo a chiunque un passo avanti nel segnalarci i presunti abusivi: sarà poi Cna a far propria la segnalazione ed a inviarla all’organismo di vigilanza preposto al tipo di reato ipotizzato, tenendo anonimo il segnalante». —
 

 

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