Toscana
Camping Cig ai politici «Maggiore impegno da azienda e governo»
piombino. Con una lettera aperta, il Camping Cig si rivolge ai lavoratori, ai cittadini, al sindaco, al presidente del consiglio comunale, ai capigruppo, alle forze politiche, sindacali, sociali, culturali di Piombino.
L’intento è quello di aprire un dibattito pubblico a tutto campo, basato sui fatti: un contraddittorio aperto, realistico, costruttivo. «Il 9 e il 23 luglio si sono svolti infatti importanti incontri al Ministero dello Sviluppo economico. A giudizio del Camping Cig, Jsw continua a non assumere impegni precisi, cadenzati e verificabili e ugualmente fa il governo per gli impegni che gli competono. Se ne trae l’impressione – prosegue la lettera del Camping Cig – che ambedue “giochino al rimando”. Finora nessun fatto concreto ci spinge a pensare che si stia sviluppando un piano da un miliardo di investimenti e 1. 550 posti di lavoro. Siamo convinti che quel piano, di fatto, non esista più e che, se qualcosa verrà fatto, sarà ben lungi da quelle dimensioni finanziarie e occupazionali». Una visione pessimistica e per ora non verificabile, visto che gli incontri sono ancora in corso. Ma questa è l’impressione che trae dalla situazione Camping Cig.
«È necessario ammettere che siamo all’emergenza e che occorre un piano B per l’Area di crisi complessa di Piombino. Con o senza Jindal, serve la revisione dell’Accordo di programma per affermare la scelta strategica della siderurgia come produzione e lavorazione di acciaio pulito di alta qualità, lontano dall’abitato, compatibile con lo sviluppo di altri settori produttivi. Decisivo dev’essere il ruolo del governo, per investire risorse eccezionali, utilizzando al meglio le procedure amministrative previste per Aree di Crisi Complessa, Sin, Zone economiche speciali, senza escludere processi di nazionalizzazione o comunque di una forte partecipazione pubblica, per acciaio di qualità, potenziamento delle infrastrutture portuali viarie e ferroviarie, bonifiche, diversificazione economica, sostegno al reddito nella fase di transizione. Per rinascere, Piombino - conclude la nota - deve essere considerata emergenza nazionale». —
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