Il Tirreno

gestione dei rifiuti 

Sarà una commissione di studio a far luce sulle scelte del passato

Manolo Morandini
Sarà una commissione di studio a far luce sulle scelte del passato

La proposta in una mozione dei gruppi di maggioranza: 45 giorni per istituirla La soluzione individuata nel regolamento per non affidare al Pd la presidenza

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. Si legge commissione di studio, ma ha la portata di un’inchiesta. Sarà una lente puntata su Asiu, Tap e Rimateria e la gestione dei rifiuti in Val di Cornia con l’obiettivo dichiarato di fare chiarezza sulle cause che «hanno provocato il pesante indebitamento e le conseguenze che hanno generato le persistenti maleodoranze provenienti dalla discarica». È Luigi Coppola, capogruppo Fi-Udc e Civici popolari, a illustrare la mozione con cui le forze di maggioranza puntano a far mettere in pista questo organismo. «È un impegno inequivocabile che avevamo preso in campagna elettorale».

A firmare la mozione, che sarà votata nel prossimo consiglio comunale del 31 luglio, sono anche i capogruppo Marco Viti (Lista Ferrari sindaco), Vittorio Ceccarelli (Lega), Mario Atzeni (Lavoro & Ambiente) e Monica Bartolini (Ascolta Piombino). «Il grave indebitamento di Asiu ha portato le maggioranze che hanno guidato i Comuni della Val di Cornia, escluso Suvereto, a decidere per il raddoppio dei volumi della discarica di Ischia di Crociano – sottolinea Coppola –. Scelta che non è figlia di un progetto industriale, ma dell’esigenza di ripianare il grave indebitamento. Insomma, invece di portare i libri in tribunale è stata creata Rimateria. E una discarica che è nata per i rifiuti solidi urbani nell’arco del tempo è stata utilizzata anche per altre tipologie di rifiuto, solo per risolvere le questioni finanziarie. C’è da capire anche il passaggio all’Ato Sud». Che aggiunge: «Ci proponiamo di fare luce su tutta la vicenda perché è un diritto dei cittadini sapere che cosa è successo. Del resto, è una vicenda che sicuramente ha caratterizzato tutta la campagna elettorale e anche la nostra vittoria».

La commissione consiliare di studio è prevista dall’articolo 22 del regolamento del consiglio comunale. Ne farà parte un rappresentante di ciascun gruppo consiliare e il presidente, che verrà eletto al proprio interno, dovrà riferire periodicamente al consiglio. Si può avvalere anche di tecnici esperti. E nella delibera consiliare con cui verrà istituita viene stabilito anche il termine entro cui dovrà concludere i lavori. La mozione impegna anche il sindaco e la giunta a predisporre tutti gli strumenti e la documentazione utili all’attività della commissione. È fissato anche un tempo: 45 giorni dalla fata di approvazione per istituire la commissione.

C’è un dato politico. La maggioranza si è orientata sull’istituzione di una commissione di studio e non d’inchiesta «perché in quest’ultimo caso, come da regolamento, la presidenza sarebbe stata assegnata alla maggiore forza di opposizione e cioè al Pd, una forza politica che ha gestito la questione nella precedente legislatura – spiega Coppola –. Questo avrebbe creato una chiara situazione di conflitto, tra controllore e controllato». E viene sottolineata la scelta di affidare la presidenza della nascente commissione «alle forze che erano all’opposizione nella precedente legislatura e che lo sono ancora oggi, e cioè al Movimento 5 stelle e Rifondazione comunista». Ma a chi non è ancora dato sapere.

Alla presentazione della mozione ha preso parte anche il sindaco di Piombino Francesco Ferrari. «È un ulteriore e importante passo per questa nuova amministrazione comunale e rispetta un impegno preso in campagna elettorale – sottolinea –. Ovvero costituire una commissione per capire i motivi che hanno portato Asiu a maturare debiti milionari e alla creazione di Rimateria. Ma a noi preme il futuro. E stiamo lavorando per creare un futuro positivo per questo territorio, in cui Rimateria sia un valore aggiunto».

Resta il conto aperto con il passato. E lo sottolinea il sindaco. «Siamo democratici ma la presidenza non poteva essere concessa al Pd perché chi viene controllato da questa commissione è esattamente il Pd – sostiene –. Insomma, siamo democratici ma non folli o fessi. La presidenza sarà data alle forze d’opposizione». Che conclude: «Vogliamo chiarire buona parte delle cause di quel debito di cui oggi paghiamo le conseguenze. Dall’aumento dei volumi da conferire ai rifiuti speciali arrivati da fuori. Dal progetto di raddoppio dei volumi della discarica alla privatizzazione della società Rimateria. È doveroso cercare i responsabili di questo grosso problema». —

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