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Legambiente dice no al nuovo progetto per prolungare il molo Alto fondale

Luigi Cignoni
Legambiente dice no al nuovo progetto per prolungare il molo Alto fondale

Frangioni contesta anche l’impatto delle navi da crociera Ieri il sindaco Zini in riunione all’Authority di Piombino

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PORTOFERRAIO. Le precisazioni dell’Authority sull’adeguamento tecnico funzionale del porto non convincono Maria Frangioni, presidente di Legambiente arcipelago toscano. Al punto da scrivere al sindaco di Portoferraio, al presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale, alla Soprintendenza e al Consiglio superiore dei lavori pubblici, osservando che il porto non è ancora regolato dal piano di sistema portuale. Quello vigente risale al 1959 e non è pubblicato nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito del Comune e dell’Autorità di sistema portuale.

«L’impatto– scrive Frangioni – del nuovo progetto di prolungamento del molo Alto Fondale, destinato alle navi traghetto sull’ambiente, sulle infrastrutture di mobilità, sul paesaggio del centro storico è sostanzialmente analogo, se non superiore, a quello del progetto del 2007 destinato alle navi da crociera». Su di esso il Consiglio superiore dei lavori pubblici non ritenne ammissibile il progetto «in quanto si avrebbe una modifica della destinazione d’uso del banchinamento, peraltro tale modifica richiederebbe l’attivazione di una variante di Piano regolatore portuale. Inoltre si ritiene inopportuno che le previste navi da crociera attracchino a ridosso del centro storico, soprattutto per l’impatto del notevole traffico di pullman a servizio dei crocieristi». Gli ambientalisti fanno poi riferimento all’articolo 6 del Decreto legge del 2016 che individua l’iter della variante-stralcio e alle Linee guida per la redazione dei Piani regolatori di sistema portuale in materia di adeguamento tecnico funzionale. Gli stessi appartenenti alla più grande associazione ambientalista dell’arcipelago toscano fanno notare: «È evidente che il progetto di prolungamento della banchina degli Alti fondali alteri in modo sostanziale la struttura portuale in termini di obiettivi, scelte strategiche e caratterizzazione funzionale delle aree portuali, dello scalo marittimo di Portoferraio, e non possa costituire adeguamento tecnico funzionale del piano regolatore di sistema portuale, peraltro a oggi assente. Si richiede pertanto l’attivazione di uno strumento che delimiti e disegni l’ambito e l’assetto complessivo del porto di Portoferraio».

E nel pomeriggio di ieri, nella sede dell’Autorità di sistema in piazzale Premuda a Piombino, il sindaco Angelo Zini, accompagnato dai suoi più stretti collaboratori, ha avuto un incontro con Claudio Capuano, responsabile Autorità portuale, per fare il punto a 360 gradi dei lavori previsti per la zona portuale del capoluogo elbano. La riunione si è protratta fino a sera. Al termine il sindaco di Portoferraio ha detto di aver fatto il punto della situazione rispetto ai lavori fatti e quelli in fieri: «Ma soprattutto si è cercato di dare ai programmi una tempistica precisa mettendo ordinatamente in fila ciò che si è fatto e ciò che si andrà a realizzare. Abbiamo toccato diversi argomenti per avere uno spettro il più completo possibile di ciò che dovremmo trattare, soffermandoci sulle cose note e stranote come la realizzazione della stazione marittima di Portoferraio e quelle meno note come la sostituzione nelle banchine delle bitte. Insomma, lavorare presto e bene». —

Luigi Cignoni

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