Gioco
Geotermia, vertice con Enel sui nuovi criteri per le gare
Monteverdi. L’incontro è andato bene perché il Governo ora dice sì agli incentivi sulla geotermia, ma c’è il rischio che la situazione resti bloccata per molto tempo con conseguenze negative sulle aziende e i lavoratori dell’indotto, perché gli incentivi verranno vincolati a un cambio importante delle tecnologie produttive: questo in sintesi il pensiero della delegazione monteverdina, di ritorno dalla riunione al Ministero dello Sviluppo economico con il sottosegretario Davide Crippa. Nella sede del Mise erano presenti i sindaci dell’area geotermica, i dirigenti del Cosvig (il consorzio regionale che investe sul territorio le royalties dell’Enel) e l’assessore regionale all’Ambiente Federica Fratoni.
Monteverdi era rappresentata dal sindaco Francesco Govi e dall’ex sindaco Carlo Giannoni, entrambi molto cauti sull’esito della riunione: «La realtà è ancora piena di punti interrogativi”. Uno di questi, il più grosso, è l’Enel. Nessun rappresentante della società era stato invitato al Mise, mentre il sì agli incentivi è condizionato a una serie di grossi investimenti che proprio l’Enel dovrebbe fare. Insomma, il trionfalismo sarebbe fuori luogo se si fanno i conti senza l’oste.
Il quale oste oggi incontra nella sede di Larderello i sindaci dell’area geotermica, principalmente per spiegare come intende procedere con le prossime gare di appalto, dopo aver annunciato che le scelte non verranno fatte più in base al ribasso, ma sul vantaggio complessivo, prezzo e qualità industriale, e su scala nazionale. Prospettiva, questa, che ha messo in forte allarme le imprese territoriali dell’indotto, e le amministrazioni comunali dell’area geotermica: sono in gioco diverse centinaia di posti di lavoro, e non è di grande consolazione il fatto che l’Enel potrebbe inserire nei nuovi appalti la clausola sociale per salvaguardare i lavoratori delle imprese locali sconfitte.
L’impegno per portare le attuali centrali geotermiche nei limiti previsti dalla nuova legge della Regione Toscana e fatti propri dal Governo è rilevante sia in termini economici che per gli aspetti tecnologici. Servono impianti capaci di abbattere il 98% delle emissioni gassose nell’aria e al momento solo le “torri a secco” attive negli Usa garantirebbero quel risultato, ma sono molto rumorose e perciò hanno bisogno di grandi spazi liberi attorno. — G.P.
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