Proteste
Più differenziata e subito meno ecotassa
Gabriella Solari, presidente di Esa: «Indubbio vantaggio di natura economica e con un grande beneficio per l’ambiente»
PORTOFERRAIO. I comuni dell’Isola d’Elba in cinque anni hanno incrementato la raccolta differenziata del 22, 7%, passando dal 40,6 del 2014 al 63,3% del 2019. Il dato di raffronto è nel primo semestre 2014, quando nei comuni le raccolte differenziate erano organizzate con conferimenti ai bidoni e nei cassonetti stradali di prossimità mentre ora Esa sta effettuando al raccolta porta a porta, a cui i comuni sono passati gradualmente, primo tra tutti Marciana nel 2015, a seguire Capoliveri, Portoferraio e Campo nell’Elba, con esclusione dei centri storici.
Restano esclusi Porto Azzurro e Rio. La percentuale più elevata viene registrata a Capoliveri che è passato dal 27,7 al 73,6% con un incremento del 45,90%, seguita da Marciana che dal 33,7 ha raggiunto il 76,4% (+42,7%). Portoferraio è passato da 37, 5% al 72, 2 con un aumento del 34, 7%. Marciana Marina ottiene un +22%, Campo nell’Elba il 21, 6%, Rio registra un incremento del 19, 9%.
« L’Elba – commentano da Esa – ha quasi raddoppiato le percentuali. Cinque comuni su sette si sono lasciati alle spalle l’aggravio dell’ecotassa aggiuntiva, applicata dalla Regione a chi non raggiunge almeno il 65% di raccolta differenziata». Dal 2014 Ad oggi le raccolte differenziate di qualità hanno consentito ad Esa di mandare a recupero, attraverso i consorzi di filiera, il 42% in più di rifiuti di carta e cartone, con circa 100 chili raccolti per abitante e il 52% in più di materiale per imballaggi. «Meno plastica nell’ambiente – dice la presidente di Esa, Gabriella Solari – meno plastica in mare, più materiali recuperati, molti dei quali avviati ad un immediato e semplice ciclo di recupero come avviene per il Pet, con indubbio vantaggio di natura economica e con un grande vantaggio per l’ambiente in cui viviamo». Elemento importante che rappresenta il percorso virtuoso dell’Elba è la quantità del materiale indifferenziato che in quattro anni dal 2104 al 2018, è diminuito del 37%, e di 7. 320 tonnellate. La raccolta dell’organico è passata da 1411 tonnellate a 3. 654 con una differenza del 159% in più, mentre il multimateriale è diminuito di 507 tonnellate. «L’obiettivo principale – ricorda Solari – continua ad essere la riduzione della quota dei rifiuti urbani smaltiti in discarica, coerentemente con le direttive europee che pongono la discarica all’ultimo posto tra le modalità di smaltimento». In un territorio insulare lo smaltimento di questo rifiuto rappresenta il maggiore degli costi sostenuti, sia per il trasporto marittimo e terrestre sia per la ricerca di discariche in cui conferire, a volte molto lontane. «Un plauso – termina la presidente di Esa – va agli amministratori che hanno fatto importanti scelte di gestione del servizio e ai cittadini che hanno mostrato sorprendenti capacità di adeguarsi e di partecipare ai nuovi modelli proposti».
Antonella Danesi
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