Il Tirreno

disagi d’estate 

Lunghe file per i semafori Taxisti tra ritardi e problemi

Luigi Cignoni
Lunghe file per i semafori Taxisti tra ritardi e problemi

L’accresciuta presenza di vacanzieri rileva l’inadeguatezza della viabilità Arrighi: «Bene Mola, ma a San Giovanni funziona solo per rallentare la velocità»

3 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. Sull’orlo di una crisi di nervi. È la condizione che stanno provando sulla loro pelle i taxisti del capoluogo elbano e gli addetti ai trasporti pubblici a causa delle lunghe file che si formano quotidianamente all’altezza dei semafori di San Giovanni e di Mola. Scenario che ad ogni stagione turistica si ripresenta, più o meno con le stesse modalità, ma assumendo caratteristiche più accentuate. Come quella attuale.

Se da una parte il fenomeno dimostra l’accresciuta presenza di turisti e villeggianti che si spostano sulla maggiore Isola della Toscana favorendo lo sviluppo dell’industria vacanziera e il suo indotto, dall’altra evidenzia l’assoluta inadeguatezza della rete stradale nel rispondere alle mutate esigenze di chi raggiunge queste località per trascorrerci un periodo di ferie.

I nodi stradali e le principali arterie sono come furono disegnate (o ridisegnate) negli anni immediatamente successivi all’ultima guerra.

Null’altro. I semafori installati ai bivi della piana di San Giovanni e di Mola avrebbero dovuto contribuire allo smaltimento del traffico. Invece lo ingolfano. Ne ha guadagnato da una parte la sicurezza stradale in tratti rettilinei in cui si verificavano negli anni passati incidenti mortali. Ma non ha reso più fluida l’onda verde delle macchine.

Anzi le costringe sotto il sole a file estenuanti che fanno perdere la pazienza. «La mattina attorno alle 9,30 si formano code a partire dal bivio di Magazzini in direzione Portoferraio – dice Massimiliano Arrighi, portavoce della categoria dei taxisti di Portoferraio – Sono in parte turisti che si avvicinano agli imbarcaderi per far ritorno nelle loro città, ma anche villeggianti che vorrebbero visitare località del versante occidentale. Alle 19 in senso contrario, quando arrivano i traghetti al porto». Per coloro che hanno intenzione di raggiungere Carpani per poi procedere verso Procchio e Campo basterebbe un’indicazione all’altezza del bivio di Lacona che informasse gli automobilisti che potrebbero lo stesso giungere nel versante ovest, percorrendo il Monumento.

Si diminuirebbe la pressione veicolare verso Carpani. «Posso capire il semaforo di Mola – continua sempre Arrighi – In quel luogo si tratta di deviare il corso di chi vuole continuare per Porto Azzurro e chi invece intende recarsi a Capoliveri e nelle varie località del mare di questo paese collinare. Ma perché un semaforo a San Giovanni, se esiste solo la deviazione per Colle Reciso e sulla destra (per chi si muove da Portoferraio) ci sono solo gli impianti sportivi? Se funziona per rallentare la velocità in uno dei pochi tratti di strada dell’Elba pianeggianti, altrettanto non si può dire per la viabilità». Anzi. Il problema è stato affrontato dalle precedenti amministrazioni. L’ultima aveva anche proposto la sua sostituzione con una rotatoria. In attesa dell’esproprio dei terreni privati confinanti con la provinciale, la giunta passata aveva provveduto a sostituire l’impianto semaforico con un sistema di funzionamento centralizzato regolato in maniera dinamica nelle varie fasi, chiamato “semaforo intelligente”. L’obiettivo era di rendere scorrevole il traffico, riducendo le code. Ma l’obiettivo, stando ai taxisti, non è stato raggiunto. —

Luigi Cignoni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa