Il Tirreno

urbanistica 

Dal voto alle opposte visioni sul nuovo Piano strutturale

Dal voto alle opposte visioni sul nuovo Piano strutturale

Le amministrazioni piombinese e campigliese hanno redatto uno strumento unico Comitato per Campiglia: «Ora ci sono contraddizioni su attività estrattive e rifiuti»

2 MINUTI DI LETTURA





piombino. «Nelle previsioni dei Comuni di Piombino e Campiglia Marittima, il nuovo Piano strutturale d’area avrebbe dovuto essere adottato prima delle elezioni amministrative». Parte da questo dato il Comitato per Campiglia per fare il punto dello stato dell’arte.

«Questo non è avvenuto e quindi oggi ci troviamo con una fase di indagine completata e discussa con istituzioni, categorie e cittadini, ma con un Piano strutturale, sconosciuto, redatto dall’ufficio di Piano dei due Comuni in base alle scelte dei sindaci che però sono cambiati, in particolare quello di Piombino che non rappresenta più la continuità amministrativa del Pd». E questo è un cambiamento non da poco.

«Ci preme far capire quali sono i nodi che il nuovo piano dovrà sciogliere in merito alle contraddizioni presenti sul territorio – prosegue –. Infatti dalle analisi dei punti di forza, punti di debolezza, opportunità e rischi insiti in ogni tema preso in considerazione in quanto distintivo della Val di Cornia – il territorio aperto (ambiente e agricoltura), un mare di opportunità (mare e turismo), qualicittà (città e qualità) – diventa evidente come le attività estrattive e il ciclo dei rifiuti rappresentino un rischio per lo sviluppo sostenibile di altre attività». E prosegue: «Nella redazione del Piano è stato evidenziato come il concetto di sostenibilità sia assimilabile al tavolino a tre gambe rappresentate da dimensioni economica, sociale e ambientale. Un disequilibrio tra queste porta ad una instabilità del sistema tutto: quindi visto che queste tre dimensioni agiscono in maniera integrata, occorre trovare soluzioni che affrontino contemporaneamente le tre crisi».

In pratica, se si accetta il criterio di impostazione adottato per la lettura della realtà e per la valutazione di proposte «ne deriveranno soluzioni comunque non univoche che dovranno fare i conti con processi economici in atto da decenni e che difficilmente rinunceranno alle posizioni di potere raggiunte. Ora poi che l’amministrazione di Piombino, il Comune più grande della Val di Cornia, è cambiata in maniera sostanziale e non più individuabile nell’area Pd, ci chiediamo se e quali rivolgimenti porterà nella redazione del Piano strutturale che è lo strumento di pianificazione fondamentale per qualunque territorio in quanto è la base dei Piani operativi che i Comuni dovranno mettere a punto per riavviare l’attività edilizia e di trasformazione in genere dei territori comunali». E conclude: «Il fatto poi che sugli aspetti delle attività estrattive e recupero sia stato portato in adozione il nuovo Piano regionale cave, rende ancora più difficile trovare una soluzione basata sull’economia circolare e sulla sostenibilità degli interventi come descritti nel Piano». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web