Sicurezza
Consigli di quartiere, è fuori un pezzo della maggioranza
La composizione dai voti di lista in ciascun seggio alle ultime amministrative Determinanti sono il calcolo del quoziente elettorale e la ripartizione dei resti
Quarantaquattro nomi. Tanti ne servono per dare vita ai quattro consigli di quartiere a Piombino. Ci sarebbe già una simulazione di ripartizione dei seggi. Chi è avvezzo a calcoli e sistemi elettorali non deve fare altro che partire dai voti raccolti nei seggi alle elezioni amministrative del 26 maggio per tracciare il quadro. E scoprire così che c’è anche chi rischia di restare alla porta. La lista Per Anna potrebbe restare a Fiorentina-Populonia e a Riotorto. Nelle fila della maggioranza, invece, non avrebbe rappresentanza Ascolta Piombino e così Lavoro e Ambiente a Porta a Terra, Salivoli e Riotorto.
Entro due mesi dalla costituzione del consiglio comunale. Non di più. È l’orizzonte per provvedere a completare le caselle e ratificare le nomine in consiglio comunale. A dettare il passo è l’invio della richiesta del sindaco Francesco Ferrari a forze politiche e liste rappresentate nell’aula consiliare. Da quella data ci sono venti giorni per fare i nomi. E, soprattutto, non ripetere l’errore fatto dal Pd nel 2014.
Il precedente
Il 27 giugno 2014 l’allora sindaco Massimo Giuliani invitava le formazioni politiche che avevano ottenuto seggi in consiglio comunale “a comunicare nei tempi previsti dalla norma sopra riportata integralmente i nominativi da ratificare quali consiglieri di quartiere”. Nei 20 giorni previsti dalla norma, tutte le formazioni politiche, ad eccezione del Pd, comunicarono i nominativi dei consiglieri designati. Quindi, secondo la norma, i seggi non assegnati al Pd dovevano essere attribuiti alle altre formazioni politiche. Ma per arrivare a questo risultato è stato necessario che il Movimento 5 Stelle portasse la questione all’attenzione del Tribunale amministrativo della Toscana.
La sentenza ebbe lo stesso effetto di una bomba sul Comune di Piombino, accogliendo il ricorso del Movimento 5 Stelle, ha annullato le delibere del consiglio comunale 99 del 5 novembre 2014 “Regolamento per il funzionamento dei consigli di quartiere cittadini interpretazione autentica dell’art. 12” e della delibera 110 del 18 novembre 2014: “Ratifica composizione dei consigli di quartiere e nomina dei consiglieri” . Risultato: cancellati i rappresentanti che il Pd aveva inserito nei quartieri provando a modificare le regole del gioco e consigli senza alcun referente della maggioranza.
Lo scenario
I seggi vengono determinati sulla base dei voti di lista con il quoziente elettorale e il sistema dei maggiori resti. Non è prevista nessuna indennità per i consiglieri di quartiere e il presidente viene eletto a scrutinio segreto.
Il regolamento dei consigli di quartiere, risalente al 2009, prevede all’articolo 13: “I consigli di quartiere devono essere nominati ed entrare in carica entro 60 giorni dalla data di elezione del consiglio comunale”. E all’articolo 12: “I consigli di quartiere sono ratificati dal consiglio comunale in proporzione percentuale ai voti ottenuti in ciascun quartiere dalle singole liste nelle ultime elezioni comunali. In base ai risultati delle elezioni, il sindaco provvede a comunicare ad ogni formazione politica che ha preso parte alle medesime il numero dei seggi ad essa spettanti per ogni quartiere”. —
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