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ferie forzate per i dipendenti  

Lavoratori Rimateria a casa «Tutto fermo, seri rischi di ricadute ambientali»

Lavoratori Rimateria a casa «Tutto fermo, seri rischi di ricadute ambientali»

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PIOMBINO. Attività industriale paralizzata, quasi tutti i 46 lavoratori in serie forzate. È la situazione della discarica Rimateria, dove si resta in attesa da un lato dell’autorizzazione da parte della Regione per l’uso del cosiddetto cono rovescio, e dall’altro delle decisioni sul futuro della società che tra l’altro entro fine mese deve nominare un presidente viste le dimissioni di Claudia Carnesecchi.

Situazione confusa, con il Comune più “pesante” tra i soci pubblici, Piombino, dove il sindaco Francesco Ferrari persegue la linea del no a qualsiasi ampliamento, due nuovi soci privati che attendono di capire come si formalizzerà questa posizione, e il Comitato salute pubblica (che si riunisce domani sera alle 21 al Centro giovani) poco soddisfatto, per usare un eufemismo, della partenza della nuova giunta su questo tema.

Poi ci sono i lavoratori di Rimateria, che si dicono «convinti, per non aggravare lo stato di inquinamento da anni presente – si legge in una nota – ed evitare il rischio di ricadute sanitarie e ambientali, della necessità che i presìdi ambientali già attuati dall’azienda siano mantenuti con continuità, che si proceda con urgenza alla realizzazione di ogni altro intervento a oggi già definito e autorizzato dagli enti competenti, che siano quanto prima definiti e strutturati i percorsi per la bonifica dell’intero Sin».

Nonostante questa esigenza, i lavoratori rilevano invece come la situazione che si è creata col nuovo governo locale, abbia «costretto l’azienda a mettere in ferie forzate quasi tutto il personale, mettendone inevitabilmente in seria difficoltà ogni attività gestionale». Così sono «sospesi a tempo indeterminato non solo le linee produttive aziendali, ma anche gli interventi per la realizzazione dei presìdi ambientali a cui Rimateria sta cercando di dare seguito, secondo programmi predisposti, prescritti e autorizzati».

I dipendenti così sono preoccupati per «possibili decisioni molto più drastiche che tradurrebbero i gravi ritardi, ormai già provocati, nell’interruzione di attività e opere indispensabili alla tutela dell’ambiente».

I lavoratori dunque si dicono «sorpresi dal silenzio dei Comitati di salute pubblica e dei cittadini», chiedendosi «se sono consapevoli della ricaduta ambientale che verrebbe indotta da questo scenari, e se possono fornire contributi fattivi e indicazioni propositive per sollecitare una rapida soluzione a tutela e vantaggio della comunità».

Infine, i dipendenti parlano anche delle possibili ricadute per se stessi, «46 lavoratori da subito in ferie forzate, e che potrebbero a breve perdere il proprio posto di lavoro, quando non c’è alcun dubbio sulla necessità e utilità presente e futura di Rimateria». Al sindaco Ferrari i lavoratori chiedono infine l’impegno «perché siano urgentemente evidenziate nelle opportune sedi, e quindi garantire alla città, le priorità ambientali fino a oggi in carico a Rimateria». —

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