Il Tirreno

Inchiesta fondi russi alla Lega, la Finanza perquisisce la casa di Vannucci

Manolo Morandini e Mario Neri
Un finanziere in borghese davanti alla villa di Vannucci; lui in uno scatto dell'agenzia Pentafoto del 2003
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Un finanziere in borghese davanti alla villa di Vannucci; lui in uno scatto dell'agenzia Pentafoto del 2003

La villetta del terzo uomo del Metropol di Mosca assediata dai giornalisti. Sequestrato il computer. Lui: "Preferisco non fare dichiarazioni" e poi viene portato in caserma per firmare il verbale. Salvini: "Non riferisco in aula su fantasie"

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SUVERETO. Uomini della guardia di finanza sono entrati a casa di Francesco Vannucci a Suvereto, in provincia di Livorno. Quattro investigatori delle fiamme gialle sono arrivati poco prima delle 16 e hanno suonato il campanello all'abitazione chiedendo di parlare con l'ex bancario che ieri ha ammesso di essere il terzo uomo del Metropol, l'hotel di Mosca in cui a ottobre scorso con Gianluca Savoini e Gianluca Meranda si incontrò con uomini d'affari e persone vicine al Cremlino per parlare d'affari, un incontro che i pm di Milano sospettano possa essere stato l'innesco per una "corruizione internazionale". E' questo il reato di cui è accusato appunto Savoini, il faccendiare dell'Associzione Lombardia Russia ed ex portavoce di Matteo Salvini. Che ancora una volta fa muro: "Non riferisco in aula su fantasie".

"Solo affari, tutto regolare", ha dichiarato ieri Vannucci. Eppure per tutto il giorno l'ex bancario del Monte dei Paschi di Siena ed ex coordinatore provinciale della Margherita è rimasto chiuso nella sua casa di Suvereto, circondata da giornalisti e telecamere. E nel pomeriggio i finanziari sono arrivati per chiedere conto dei suoi rapporti con Savoini e probabilmente a caccia di documenti su quella trattativa. Si sa che le fiamme gialle gli hanno sequestrato il computer, per poi accompagnarlo in caserma a Follonica per la firma del verbale. Una perquisizione disposta dalla procura. E i finanzieri oggi, accompagnati dal pm milanese Gaetano Ruta, si sono presentati anche dall'avvocato Meranda. E oltre all'ordine di perquisizione, hanno esibito al legale anche un avviso di garanzia. A stare agli audio pubblicati alcuni giorni fa da BuzzFeed, i tre al tavolo del Metropol stavano trattando per convincere i russi a fare affari col petrolio dell'Eni.

Ma chi è Vannucci? Come ha conosciuto i due leghisti? In che veste e per conto di chi era al Metropol? "Grazie, buongiorno, ma ora preferisco non fare dichiarazioni", ha risposto allargando le braccia ai giornalisti che l'hanno visto uscire di casa, dove vive con la madre. Di lui si conosce soprattutto la carriera politica. Burrascosa, movimentata e agitata da ambizioni spesso frustrate.

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Nei primi anni 2000 Vannucci divenne vicesegretario della Margherita per tutta la provincia di Livorno, ma quando nel 2004 non fu nominato assessore provinciale, si aprì una fase critica all'interno del partito locale e nel 2006 l'allora segretario Maurizio Scatena gli tolse la delega con l'appoggio della direzione locale. Cos, a Livorno, si ricorda l'impegno politico di Vannucci, l'ex bancario Mps poi divenuto consulente commerciale, che ha detto di essere stato presente alla cena dell'Hotel Metropol di Mosca con Meranda e Savoini. "Avevamo avuto dei contrasti - racconta Giorgio Kutufà, ex presidente della Provincia di Livorno e uno dei big della Margherita all'epoca - Lui aveva delle aspirazioni che non furono soddisfatte. E quindi se ne andò sbattendo la porta". "Non lo vedo da anni ma mi ricordo che era molto dinamico e attivo nel partito", dice oggi l'ex segretario provinciale della Margherita a Livorno nel periodo 2003-2007, Maurizio Scatena. "Vannucci - ricorda ancora Scatena - divenne vicesegretario provinciale come esponente dell'area Piombino-Val di Cornia, da cui proveniva, e faceva parte della corrente di Francesco Rutelli".

Quindi, racconta ancora l'ex segretario provinciale della Margherita a Livorno, nel 2004, "quando Kutufà venne eletto presidente della Provincia, Vannucci matur l'aspettativa di essere chiamato a fare l'assessore, se non ricordo male al Bilancio. In realtà venne fatta una scelta diversa, non divent mai assessore, da quel momento avvi un atteggiamento fortemente critico all'interno del partito, al punto che un paio d'anni dopo, nel 2006, mi trovai costretto a revocargli la delega da vicesegretario provinciale perché non si poteva andare avanti con quelle tensioni. In quella decisione ebbi ampio appoggio della direzione provinciale del partito". Da questo momento l'attività politica di Vannucci su Livorno si riduce ma continua in Val di Cornia, dove vive ancora oggi e dove risulta che fu tra i fondatori del Pd comunale a Suvereto.

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di Redazione web