Gioco
No di Legambiente al bar ristorante sulla spiaggia di San Bennato
Il Cigno Verde isolano attacca: «Questo tipo di intervento ci riporta a una concezione del turismo superata»
CAVO. No alla nuova costruzione sulla spiaggia di San Bennato. È la posizione di Legambiente Arcipelago toscano che raccoglie le segnalazioni di alcuni suoi soci riguardo alla concessione sulla spiaggia di Cavo. Essa prevedrebbe, oltre ai servizi di spiaggia, anche la realizzazione di un bar ristorante a ridosso della strada provinciale in direzione però del mare, stile anni ’60 del quale, a parere di Legambiente, «nessuno sente il bisogno».
E la stessa associazione rivolge agli amministratori la domanda se tale permesso, che sarebbe stato concesso però dalla precedente amministrazione di Rio Marina precedente alla fusione, è confacente con quanto è stato depositato all’ufficio tecnico per ottenere l’autorizzazione demaniale all’uso dello spazio costiero. Ma soprattutto Legambiente chiede alla giunta Corsini se il progetto è «conforme con gli strumenti urbanistici e ai vincoli ricadenti sull’area».
Al Cigno Verde non è sfuggita la constatazione che la spiaggia sia spesso oggetto di erosione marina, in occasione delle mareggiate che si abbattono puntualmente in questo tratto di costa nei mesi invernali. Senza poi dimenticarsi che, poco distante da questa zona, si trova il casolare su cui è apposta la lapide che ricorda la sosta in questi paraggi di Giuseppe Garibaldi, sia pur brevissima, nel 1849, mentre era in viaggio verso l'isola di Caprera.
Ma vediamo meglio di che cosa si tratta. La concessione era stata approvata nel 2017 dalla giunta Galli, prima che si procedesse all’unificazione dei Comuni di Rio Marina e Rio nell’Elba. Essa prevede oltre ai servizi (fornitura di ombrelloni, lettini, sdraio o poltroncina, docce, toilette e servizi salvataggio), anche una postazione per la somministrazione di alimenti e bevande. «Inoltre – si legge nella nota degli ambientalisti – si prevedeva la creazione di quello che ha tutto l’aspetto di un ‘bar/ristorante’ su palafitte». Si parla di una struttura in legno alta oltre 3 metri dal livello della strada, con pedana, pergolato, bar, angolo cottura, infermeria. «Stiamo parlando – continua il comunicato – di una concessione che in tutto occuperebbe una discreta area della spiaggia, lunga circa 50 metri, proprio accanto al lungomare Amerigo Vespucci, di fronte alle case e sotto la vistosa e impattante operazione edilizia da poco terminata sulla collina». Secondo Legambiente Cavo negli ultimi anni è stata oggetto di discutibili iniziative sulle spiagge, sulla costa e a mare, ma «questa sembra davvero riportarci a una concezione del turismo superata, stile Ostia – spiega il Cigno Verde – Speriamo che la nuova amministrazione Corsini voglia respingere, rivedendo concessioni fuori dal tempo e procedure avviate e che, fortunatamente, non sembrano essere del tutto ultimate». —
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