Il Tirreno

Osservatorio toscano per la biodiversità 

«Un nido di tartaruga, che grande emozione Ora voglio vederle nascere»

Cecilia Cecchi
«Un nido di tartaruga, che grande emozione Ora voglio vederle nascere»

Il racconto di Fabio Bientinesi a Rimigliano all’alba del 9 luglio nel posto scelto poco più a sud del 2018 per deporre le uova 

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All’alba sei lì che peschi (e pensi) come fai da tutta la vita; vedendo quel rettile grande (che a prima vista non sai cos’è e ti spaventi) ma poi capisci che è una tartaruga di mare. Poi c’è chi cerca e trova le tracce, le segue e c’è il nido. Emozione: che si moltiplica per quanti attenderanno fino a Ferragosto per assistere a quei piccoletti che si guadagnano prima l’aria risalendo la sabbia e poi il mare.

Questo dalle parole di Fabio Bientinesi 70 anni che era lì a Rimigliano all’alba del 9 luglio, nel posto che la tartaruga marina ha scelto per “far covare le sue uova” quest’anno. Emozione bella da sentire in un mondo dove ancora c’è chi si regala un pacchetto principianti cacciatori al big-five: safari di caccia costa più di 80mila dollari per leopardo, leone, elefante, bufalo e rinoceronte (specie protettissima). Qui c’è ancora chi è proprio dalla parte della natura.

Ed è grazie a Mariella Pavan che ha scritto al giornale ringraziando “per il giovane pescatore” dato al marito quando la notizia del ritrovamento del nuovo nido è diventata ufficiale, che è stato possibile incontrare il settantenne Fabio Bientinesi, pescatore che il nido lo ha segnalato al Wwf. Alla tartaruga facevano la posta da tempo, soprattutto quella notte: a 15 giorni dalla deposizione delle uova in quel di Cecina. Fabio l’ha trovato poco più a sud di quello del giugno 2018 nell’area naturista di Rimigliano: «Alle 5 in spiaggia a pescare come quasi ogni mattina – racconta – con me altre due persone: un pescatore di Venturina e un bresciano, arrivato fin qui da Donoratico. È quest’ultimo che aveva finito per spostarsi sempre più verso Piombino anche perché aveva visto della “roba grossa, scura muoversi sul bagnasciuga”... Tutto questo – prosegue Fabio – era successo prima, verso le 4 o poco più. Poi la paura era passata e si era reso conto che vicino alle gambe gli era passata una tartaruga... a quel punto è stato naturale cercare le tracce... fresche, verso la duna più “pesanti” e più chiare in salita quanto la tartaruga aveva le uova, in discesa invece “più leggere”. Comunque segni evidenti, non l’avevo mai visto il nido... un’emozione. Ecco perché sottolinea – la mattina il trattore che livella la spiaggia non dovrebbe passare troppo in alto, lo penso da sempre».

Visto dove la tartaruga aveva deposto le uova? «Non proprio buche – spiega Fabio – ma la un po’di avvallamento, la rena non era più come ancora nel resto della spiaggia. Prima di tornare a casa, alle 8, ho chiamato il Wwf, poi sono tornato qui con Stefano Gualerci (vicepresidente Wwf Livorno ndr) anche se per me era ormai davvero troppo caldo.... Sono vent’anni che vedo l’alba da qui, non mi era mai successo». Intanto tarAmare ha posizionato un primo data logger per registrare i dati della normale variazioni di temperatura tipiche di questo periodo, (strutture scientifiche dell’Osservatorio toscano per la biodiversità, OTB) testando gli strumenti. Mentre il Wwf (chi vuole parecipare può scrieve a stefano. gualerci@teletu. it) sta selezionando volontari sia per i controlli sulla spiaggia in vista di un altro possibile nido che per la sorveglianza h 24 quando si prevede la schiusa delle uova. «Nasceranno più o meno tra 40 giorri... – conclude Fabio Bientinesi – Ci sarò, di notte, questa proprio non me la posso perdere...». –

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