Il Tirreno

Sul piano regolatore del porto ci vuole più coinvolgimento

Luigi Cignoni

Il gruppo “Responsabilità in Comune” chiama in causa l’amministrazione 

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LA PROTESTA

Sul piano regolatore del porto, ma soprattutto sugli interventi di adeguamento dell’area che andrebbero a interessare tre mila e cento metri quadrati di superficie, c’è bisogno del più ampio coinvolgimento di tutte rappresentanze della città.

Ne sono convinti i sostenitori del gruppo “Responsabilità in Comune”, la lista che fino all’ultimo è stata in forse a presentarsi alle ultime elezioni e poi invece si è ritirata dall’agone politico. Gli iscritti all’associazione, oggi, chiamano a raccolta quanti hanno a cuore le sorti del golfo, invitandoli a mettersi in contatto per allargare la partecipazione. “Responsabilità in Comune” si dichiara disponibile ad un tavolo coi soggetti istituzionali per «migliore tutela degli interessi collettivi. Si comprendono – scrive il gruppo – le ragioni alla base di tali proposte, principalmente legate alla funzionalità del porto. Tuttavia si invitano tutti gli attori in campo (non ultimo il Comune) a fare una valutazione complessiva, che tenga conto degli aspetti di natura ambientale e paesaggistica, e quindi, non meno rilevanti, di tutti gli aspetti che derivano dal contesto assolutamente peculiare del Porto di Portoferraio e dell’intero golfo». E ricordano che il capoluogo elbano, a differenza di molte altre realtà e di un porto che è una città sia per conformazione geografica (il golfo di Portoferraio, peraltro, è considerato, per sua natura, uno dei più protetti al mondo) sia per la struttura urbanistica che è rimasta, è sostanzialmente quella delineata sommamente dai migliori architetti del’500 alla corte di Cosimo de Medici. «Tutta la città – continua la nota – nelle sue rappresentanze (in prima battuta, ovvio, l’amministrazione; ma anche la società civile in qualunque modo organizzata) deve contribuire a definire le priorità legate alla portualità per come essa è inserita nel contesto cittadino e territoriale in genere. La nostra associazione, a esempio, ha le idee piuttosto precise in merito, ritenendo, da una parte, che si debbano evitare nuovi banchinamenti (in specie a ridosso del centro storico) e che le problematiche alla base di tali interventi possano essere diversamente risolte; dall’altra, che esistano altri interventi prioritari, legati ad aspetti ambientali e paesaggistici a partire dall’’analisi del sedimento marino in tutta l’area portuale e dei cantieri da esperti del settore, di cui il porto e la città hanno assolutamente bisogno».

Ecco dunque che l’associazione, nell’intenzione di elaborare una propria proposta complessiva di interventi nell’area portuale, invita tutti quanti hanno a cuore le sorti del nostro golfo a un sereno confronto di idee. –

Luigi Cignoni

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