Gioco
Famiglia al funerale, i ladri svaligiano la casa
I congiunti del pittore Gabbrielli si trovavano alla sala del commiato, ad accorgersi del furto la moglie e il figlio al rientro
PIOMBINO. Oltre al dolore, per i familiari di Giorgio Gabbrielli, lo sgomento di trovare la casa svaligiata. Ieri era un giorno di lutto in città, nel mondo della scuola e dell’arte, per la scomparsa dell’ex insegnante di applicazioni tecniche alle medie e soprattutto pittore per tutta la vita; morto lunedì, ancora ieri mattina la salma era alla sala del commiato di via Gori, con i familiari presenti per salutare quanti hanno voluto raggiungerli per l’ultimo saluto al loro caro.
Intanto i ladri – in contemporanea – mettevano sotto sopra la casa dove Gabbrielli ha vissuto insieme alla moglie Loriana Bellandi.
«Sono andato a prenderla intorno alle 10 per tornare insieme alla sala del commiato della Pubblica assistenza – racconta il figlio Filippo Gabbrielli – alle 12,30 quando siamo ripassati, prima di andare a Livorno per la cremazione, la porta era aperta e dentro le stanze un disastro...».
Sfruttando proprio l’assenza dei familiari per il lutto, i ladri hanno tranquillamente raggiunto in ascensore il quarto piano del palazzo al Perticale entrando in casa e rovistando ovunque, portando via tutti gli oggetti di valore che sono riusciti a individuare.
Come sempre, purtroppo, soprattutto ricordi.
«Una cosa terribile – aggiunge Filippo – la casa svaligiata, portati via i piccoli gioielli che per la mamma hanno segnato momenti importanti...».
Subito sono stati chiamati i carabinieri. Anche se il sopralluogo è stato rinviato al termine della cerimonia funebre.
«Hanno portato via tutto quello che potevano – sottolinea Filippo Gabbrielli – rovistando soprattutto in camera dei miei genitori, rovesciando il contenuto dei cassetti, svuotando l’armadio. Hanno persino spaccato gli occhiali di mamma». Al di là della pena, senso di impotenza e frustrazione. «La mia mamma è sulla sedia a rotelle – dice Filippo – ha appena perso il marito dopo tutta una vita insieme, situazione già drammatica di per sé. In camera anche i soldi che aveva messo soldi da parte per il funerale e la cremazione». Insomma non sembra una visita a caso. «Ho chiamato il 112 e sono stati molto gentili – conclude Filippo – abbiamo avuto modo di accompagnare babbo per la cremazione a Livorno per poi andare in caserma più tardi. Dopo avremo modo di rimettere un po ’a posto casa, mamma non può stare da sola in un momento così... Un colpo al cuore, non per il valore della merce rubata, ma per la spietata e agghiacciante premeditazione nell’azione». –
Cecilia Cecchi
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