Gioco
Spiagge e costa respirano grazie alla pulizia di Vittorio
Un ventenne piombinese sembra nato per liberare il mondo dalla spazzatura Lavora in una cooperativa di settore e tutto il tempo libero lo dedica all’ambiente
«63mila i rifiuti riciclati in 10 mesi, cioè 300 al giorno tra lattine, bottiglie, carta». Tiene anche il conto di quello che raccoglie Vittorio Fabbri, ventenne piombinese che sembra essere nato per pulire il mondo dalla spazzatura. E non solo «mi piacerebbe – dice – assistere anche ad un cambiamento nelle persone, ci parlo, ci provo a far capire, non è facile...».
Finito il liceo artistico Leon Battista Alberti, uno stage con la cooperative “Nuova giovanile” per fare della passione una professione. Difficile quantizzare quanti chilometri di spiaggia, verde o costa ha ripulito muovendosi a piedi, in bici o con la tavola da surf.
In cima alla lista del peggio? «Ovunque siringhe quasi a livello delle sigarette – risponde Vittorio – nelle spiagge ma anche nei giardini. Migliaia. Sigarette: da piccolissimo ho cominciato proprio così – racconta – con un sacchettino raccogliendo le cicche davanti al nido Girasole ai Diaccioni, certo che mamma si preoccupava». Altro che Greta Thunberg. Ovunque fin da bambino ha portato via sporco.
«Impegnarmi per l’ambiente, mi fa sentire in pace e la sera posso dormire – sorride Vittorio – All’inizio mi prendevano in giro, ma poi sono cresciuto e credendo in quello che faccio non me ne importa più. Maleducati non mancano mai e di tutte le età, giovani e anziani tutti superficiali. Funziona un po’ come per le amicizie online: tutti carini, interessati collaborativi, ma poi nulla».
«Dal Comune ero stato chiamato nel 2015 – prosegue – dall’assessore Capuano, per un incontro in sala consiliare in occasione di #mentipulite una bella iniziativa, peccato è finita lì. Di pochi giorni fa uno scatto col sindaco Ferrari, è come non sentirsi più soli».
Nelle ultime settimane due video YouTube con Vittorio protagonista lo stanno facendo conoscere sempre meglio. «Quando non lavoro – prosegue – investo ogni momento libero a curare tutte quelle zone che in qualche modo restano “scoperte”». Il titolo del video con la coppia che gira l’Italia in camper nasce proprio dal suo impegno, ecco “la spiaggia di polistirolo”: «Li ho incontrati per caso sotto gli ex macelli, pulizia che è stata tra i mie impegni più coinvolgenti – spiega – solo con una montagna di spazzatura di 3 metri dove c’era di tutto dalle pentole alle scarpe, a una quantità incalcolabile di polistirolo, plastica, vetro». Guardando le foto, impresa impossibile. Non per Vittorio. «Impegno più grosso di volontariato – ricorda – 7 mesi e mezzo fin da dopo la mareggiata di fine ottobre 2018».
E si sa il mare se ci riesce vomita pure pezzi di gomme, residuati di lavatrici, motorini, auto, tubi di amianto (sempre da segnalare agli addetti).
«Da sotto gli ex macelli – aggiunge Fabbri – ho portato via 500 sacchi grandi da giardino. Pensavo di non finire più. Per non guardare il sudicio mangiavo un panino dalla cima della montagna e dall’alto vedevo lo sporco declinare di centimetro in centimetro verso il mare. Inaccettabile: una volta ci sono stato dalle 7 alle 19. Qui una signora con un cane, per un bel po’, mi ha reso la vita difficile anche con provocazioni assurde. Quando le ho chiesto di tenere il cane al guinzaglio una volta mi ha anche sputato in testa... Però quando mi fermo e vedo il risultato...». Nulla vale di più.
Calamoresca, Falcone, la costa verso Baratti, Vittorio c’è: «Dal boschetto sopra il gattile di Calamoresca – dice ancora – ho raccolto un Estathé scaduto nel 1994. Dalla spiaggia sotto la centralina, raggiunta con la tavola, sono tornato indietro con 5 sacchi di sporco, con persino resti di un computer e di una sedia». Dunque oltre alle spiagge, al verde, chilometri di costa: «Sì a volte anche ai Perelli» annuisce.
Esce di casa con 4 sacchi vuoti e guanti pesanti da officina. «Vado in giro in bicicletta – conferma – non si dura tanta fatica se non sei un vagabondo! Ho preso la patente a maggio, ma non c’è mai parcheggio. Tanto è facile, tipo coi cassonetti pieni dagli ex macelli arrivare alla stazione». Non ha tempo da perdere, oggi la direzione è piazza Bovio. Lungo la strada lo salutano tutti (spesso lo fotografano con i sacconi di spazzatura sulle spalle).
Tra gli scogli dopo gli ombrelloni lato Teatro del mare: «Non ci venivo da 4 giorni, ma lo sapevo: bottiglie di vetro cicche da portare via prima che finiscano in mare». Già all’opera. Supereroe per un attimo che faresti? «Tutti i rifiuti non riciclabili li porterei sul sole e li brucerei, così la terra sarebbe meno ingombrata». Grazie, davvero. –
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