Gioco
Jsw e Governo faccia a faccia su investimenti e costo dell’energia
Incontro di verifica sull’avanzamento dei progetti e in particolare dello studio di fattibilità per la nuova acciaieria
PIOMBINO. È fissato per domani pomeriggio al Mise l’incontro di verifica sull’avanzamento dei progetti di Jsw, convocato dal vicecapo di gabinetto del ministero dello Sviluppo economico, Giorgio Sorial. Al tavolo con Jsw ci saranno la Regione, il Comune, l’Autorità portuale e le segreterie nazionali e territoriali di Fim, Fiom, Uilm e Ugl.. Sarà questo il primo incontro a cui parteciperà la nuova amministrazione, a Roma col sindaco Francesco Ferrari e l’assessore al Lavoro Sabrina Nigro, ma anche il primo nel quale l’azienda si presenterà senza Fausto Azzi, l’ad a cui la società ha revocato le deleghe il mese scorso, il giorno in cui avrebbe dovuto firmare il protocollo d’intesa con Regione e Comune sulla vicenda del capannone per la tempra delle rotaie, investimento annunciato da 30 milioni.
Per Jsw dunque ci saranno Virendar Bubbar, presidente e uomo di fiducia di Sajjan Jindal, Mohan Babu, direttore operativo che di fatto ha fin qui sostituito Azzi, possibile anche la presenza del presidente di Toscana aeroporti, Marco Carrai, da poco entrato nel cda di Jsw Steel Italy, dopo aver seguito personalmente le ore più calde della trattativa che portò alla cessione di Cevital alla società indiana.
Una fase della vita aziendale difficile da decifrare, tra addii (Azzi era non solo l’ad ma anche il punto di riferimento per le istituzioni) scioperi di protesta per la sicurezza, sperimentazioni degli acciai al piombo (su questo tema oggi a Firenze Nigro incontrerà Regione e Asl) rumors sull’interesse di Jindal per British Steel, e scadenze che si avvicinano: questo è l’anno nel quale secondo il piano industriale si dovrebbe procedere alle demolizioni e alla conclusione dello studio di fattibilità sulla nuova acciaieria elettrica che chiarirà appunto se Jsw ha intenzione di completare il progetto. Gli investimenti quantificati sono intorno al miliardo di euro, con l’obiettivo di realizzare in due anni due forni elettrici per produrre coils, oltre a un laminatoio dedicato, con la possibilità di un terzo forno per i “lunghi”.
L’azienda da tempo sostiene che lo studio è praticamente pronto, ma fin qui resta un punto interrogativo la volontà del Governo di rispettare gli impegni presi sul costo dell’energia.
I sindacati dal canto loro ovviamente sperano in un chiarimento sugli investimenti, ma hanno a loro volta bisogno di risposte sul tema degli ammortizzatori, che dovranno essere autorizzati da ottobre per accompagnare l’intero piano industriale Jindal. —
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