Gioco
Enel Power gela i sindaci sulle aziende dell’indotto
Dopo il no agli incentivi del governo incontro deludente a Roma con la società Duemila lavoratori in bilico, ma poi arriva l’invito a trovare una soluzione equa
Monteverdi. Sta cambiando il rapporto di Enel con i comuni dell’area geotermica su cui sorgono le sue centrali? Se lo chiedono gli amministratori che nei giorni scorsi hanno partecipato a Roma con i vertici della società, e a cascata le aziende del territorio - attive nell’indotto con quasi 2mila lavoratori – dopo che sono state informate sull’esito dell’incontro. Un risultato definito “disastroso” da alcuni partecipanti alla riunione. Che cosa è accaduto? L’incontro doveva servire a chiarire le prospettive occupazionali dell’area geotermica dopo la chiusura del governo sugli incentivi al settore e le possibili ripercussioni sulle aziende dell’indotto. Alle spalle le manifestazioni “Sì alla geotermia” organizzate dagli enti locali e partecipate da centinaia di addetti. E dunque sul tavolo del confronto temi molto importanti e delicati, tali da giustificare una rappresentanza assai qualificata delle amministrazioni comunali: i sindaci neo eletti di Pomarance e Monteverdi (rispettivamente Ilaria Bacci e Francesco Govi), il sindaco riconfermato di Castelnuovo Alberto Ferrini, gli ex sindaci Carlo Giannoni e Loris Martignoni testimoni di un lungo e operoso rapporto tra i comuni geotermici ed Enel nella sua espressione locale di Green Power.
I presenti all’incontro hanno raccontato che con loro grande sorpresa i vertici della società non hanno offerto alcuna prospettiva utile per le aziende dell’indotto. Hanno riferito che è stato loro illustrato un orientamento molto rigido rispetto alle istanze locali, ancorché nelle norme, con un punto fermo: gli appalti verrebbero d’ora in poi assegnati in base alla migliore offerta e non più sul ribasso, intendendosi come migliore offerta quella che unisce al più vantaggioso risultato economico il più efficace esito tecnico. Di conseguenza una gara ad ampio raggio e conseguente partecipazione di imprese molto avanti sul piano industriale . «Questa è la morte delle aziende dell’area geotermica!» è stata l’immediata reazione dei rappresentanti comunali. Che subito dopo si sono alzati ed hanno abbandonato la riunione. Dunque una decisione “forte”: preannuncio di una “storica” rottura di rapporti sul territorio?
È presto per le conclusioni. Anche perché nei giorni seguenti la riunione interrotta di Roma, Enel avrebbe dato disponibilità ad incontrare le aziende locali ed anche ad inserire nei nuovi contratti di appalto una “clausola sociale”, cioè l’impegno a far assumere nell’impresa vincitrice della gara gli operai delle aziende locali perdenti. Un successivo incontro a Castelnuovo tra i sindaci in carica e le imprese dell’indotto ha confermato le grosse preoccupazioni degli imprenditori e al tempo stesso l’intenzione delle istituzioni comunali di non arrivare ad una rottura. Per contro, molto decisa e insolitamente ruvida con Enel la posizione espressa alla stampa da Giannoni, ex sindaco di Monteverdi: «Sono da sempre sostenitore della geotermia, ma non posso assecondare una politica di solo sfruttamento delle risorse del territorio. Gli aspetti sociali sono strettamente legati alla geotermia e alla sua storia sui nostri territori, bisogna fare una battaglia perché non vengano cancellati…Se anche si applicasse la clausola sociale, che ne sarebbe delle aziende svuotate in tutto o in parte della loro forza lavoro?». —
Giorgio Piglia
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