Gioco
Yacht incagliato a Pianosa, diportista sanzionato
Per il diportista una multa da 333 euro, anche se l'inchiesta della Capitaneria va avanti. L'imbarcazione ha navigato con mezzi propri fino a Portoferraio, scortato dalla Capitaneria. Ora è già in cantiere
PIANOSA. E' in cantiere a Portoferraio da ieri sera, arrivato alle 21,30, lo yacht di 17 metri che si è incagliato domenica mattina davanti alla spiaggia di Cala Giovanna, sull'isola di Pianosa. L'imbarcazione è ripartita con mezzi propri, dopo un'ispezione dei meccanici, anche se è stata scortata dalla Capitaneria di porto.
A bordo dello yacht vi erano 5 persone, un diportista di Milano e i suoi familiari. Il conduttore è stato sanzionato con una multa di 333 euro, in attesa che siano completati gli accertamenti della Capitaneria di porto che ha aperto un'inchiesta sull'incidente. Si cerca di capire, infatti, se e quali altre irregolarità sono state commesse.
Un incidente che, per la dinamica, ha dell'incredibile, visto che è accaduto nel mare protetto di Pianosa. Lo yacht, domenica mattina, è rimasto incagliato davanti a un tratto di basso fondale, proprio davanti alla spiaggia di Cala Giovanna e davanti allo sguardo incredulo di decine di bagnanti. In uno specchio acqueo che, ricordiamo, è interdetto alla navigazione.
Un’altra isola gioiello si è trasformata, suo malgrado, in teatro di un singolare incidente marittimo: non c’è stato neanche il tempo di tirare il fiato dopo l’incidente accaduto a Montecristo il 12 giugno scorso, quando un peschereccio si incagliò sugli scogli dell’isola per poi affondare con il suo carico di carburante (solo dopo giorni si è scongiurato il rischio ambientale svuotando il serbatoio con un’operazione assai delicata).
Un panfilo arrivato da La Spezia con a bordo dei turisti italiani è entrato nelle acque protette dell’isola piatta. Si è avvicinato alla costa, proprio dove si trova la villa romana di Agrippa. E si è incagliato su un tratto di basso fondale sabbioso, finendo la sua corsa a poche decine di metri dalla spiaggia di Cala Giovanna, dove già si trovavano parecchi bagnanti. E' probabile, secondo quanto raccolto dalla Capitaneria, che i diportisti non fossero a conoscenza del divieto di navigazione intorno all'isola piatta, gioiello del Parco nazionale. In realtà avrebbero dovuto sapere che la navigazione entro un miglio dalla costa di Pianosa è vietata, sarebbe bastato consultare la carta nautica. Ma saranno i rilievi a chiarire il motivo dell'ingresso non autorizzato nel mare di Pianosa.
È stata proprio la Capitaneria di porto, con la motovedetta di stanza sull'isola di Pianosa, a soccorrere i diportisti (tutti illesi) e ad accertare quanto accaduto. La nave è stata disincagliata dal fondale e ormeggiata ad una boa, in attesa che venissero portati a termine gli accertamenti della Capitaneria di porto e fosse autorizzata la rimozione del natante e il suo trasporto fino al cantiere Esaom di Portoferraio. La situazione è rimasta per alcune ore sotto controllo e costantemente monitorata, fino a quando è arrivata sull’isola una barca con a bordo dei meccanici che hanno accertato le condizioni del natante e la sua capacità di riprendere il mare con “mezzi propri”. L’incidente non ha causato alcun danno all'ambiente e la barca non presentava danni evidenti allo scafo, nonostante il contatto con il fondale. Tanto che, nel tardo pomeriggio di ieri, il panfilo ha ripreso la navigazione verso Portoferraio (fino al cantiere Esaom dove è arrivata alle 21,30) scortata dalla Capitaneria di porto. L'incidente ha attirato la curiosità dei tanti bagnanti presenti a Cala Giovanna.
I diportisti, ovviamente, saranno sanzionati dalla Capitaneria per l'accesso non autorizzato nel tratto di mare protetto con una multa che parte da un minimo di 333 euro. —
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