Il Tirreno

san vincenzo 

Un nuovo bando per gestire gli olivi di proprietà comunale

Claudia Guarino
Un nuovo bando per gestire gli olivi di proprietà comunale

Le 373 piante presenti nel territorio saranno divise in quattro zone Beatrice Massaza fu la prima e racconta come è nata questa iniziativa

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san vincenzo. Qualche anno fa Beatrice Massaza, titolare dell’azienda agricola Santissima Annunziata, ha notato che in diverse zone del paese c’erano parecchie olive a terra, cadute dai diversi alberi piantati sul suolo pubblico. Ha dunque deciso di chiedere informazioni al Comune. «Mi hanno detto che non se ne stava occupando nessuno – racconta –. Poco tempo dopo è stato emanato un avviso pubblico per affidarne la gestione. Sono stata l’unica a partecipare e ho vinto». Tale periodo di assegnazione è giunto al termine e, adesso, l’amministrazione di San Vincenzo ha pubblicato un nuovo bando per affidare la gestione quinquennale delle piante d’olivo poste sul suolo comunale. Nuovo avviso e nuova selezione, dunque, con la scadenza per la presentazione delle domande in Comune fissata alle 12 di venerdì 2 agosto. Le 373 piante d’olivo presenti in paese sono divise in quattro zone, a seconda della loro collocazione geografica, e tutte le aree dovranno essere assegnate. La priorità, in fase di valutazione delle domande, sarà data a imprese o coltivatori diretti che hanno sede nel Comune di San Vincenzo. Le imprese (o l’impresa) che otterranno l’affidamento del servizio dovranno occuparsi delle singole piante, effettuando manutenzioni, interventi di potatura e preoccupandosi di garantire la pulizia dei luoghi. Ogni anno dopo la frangitura, inoltre, le aziende dovranno fornire al Comune, su eventuale richiesta di quest’ultimo, il 10% dell’olio ricavato oppure attrezzature di pari valore. Gli agricoltori, inoltre, dovranno rendersi disponibili a supportare progetti che il Comune proporrà, anche in collaborazione con scuole e associazioni, per avvicinare la popolazione all’olivicoltura e per creare occasioni di integrazione sociale. «Secondo me la cura degli olivi comunali, in ultima istanza, deve avere uno scopo sociale – racconta Massaza –. Una volta coperte le spese di produzione, è giusto restituire il resto del ricavato alla comunità». Massaza, con le olive comunali, negli ultimi anni ha prodotto olio all’interno della sua azienda di San Vincenzo. «Una volta ho deciso di destinarlo a famiglie a basso reddito, lo scorso anno, invece, con il ricavato ho acquistato un defibrillatore per un asilo nido del territorio. Mi piace anche pensare che l’oliveto possa diventare uno spazio di condivisione e un luogo funzionale a tramandare antichi mestieri, come quello della potatura, dagli anziani ai più giovani. Quest’anno, in aggiunta, è nata l’etichetta olio del marinaio. Insomma, le idee sono tante. Posso dire di aver creduto molto in questo progetto e di continuare a farlo». –

Claudia Guarino



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