La protesta
Caos e schiamazzi per il film horror Proiezione interrotta, arrivano i carabinieri
Un centinaio di ragazzini scatenati al Metro per Annabelle3, alcuni spettatori se ne vanno e si fanno rimborsare il biglietto
La bambola posseduta non è più sottochiave e “gli effetti del maligno” dal film horror vanno ben oltre lo schermo. Unico spettacolo di sera al Metropolitan per «Annabelle 3» con audio “inusuale” e intollerabile di urla e schiamazzi, più telefonini accesi, sedute divelte, piedi appoggiati dov’è più comodo.
Un centinaio i ragazzi protagonisti “del macello, peggio che allo stadio”, racconta chi c’era. Finché, su chiamata dei gestori del cinema, arrivano i carabinieri. La situazione si placa e almeno il finale gli spettatori riescono a seguirlo...
Ora al cinema teatro di Piombino d i gestori della coop Nuovo Metropolitan hanno già pronta la contromisura per il weekend: «Per scongiurare ulteriori comportamenti di totale mancanza di educazione – spiegano – per assistere a tutte le proiezioni di “Annabelle 3” ragazzi e ragazze che non abbiano ancora compiuto 16 anni dovranno essere accompagnati da un adulto».
«Necessario condannare non minimizzare – commenta l’assessore alla cultura, Giuliano Parodi – anche identificare chi ha fatto danni materiali al patrimonio pubblico che stiamo ancora valutando economicamente. Ora che puntiamo al restauro del Metropolitan, secondo teatro della Provincia dopo il Goldoni...».
Non si può far finta di niente, «per una questione di sicurezza e ordine pubblico – riprende Antonio Loiero per la coop Nuovo Metropolitan – alla proiezione delle 21,30 di mercoledì, 160 biglietti staccati. Un centinaio i ragazzi soprattutto tra i 12 e i 15 anni... nonostante invitassimo ad andare in platea perché qui senza aria condizionata si sta meglio, gli adolescenti sono andati tutti in galleria».
Prime immagini del film, cominciano gli schiamazzi, sempre più forti tanto da rendere impossibile sentire. «Due minuti e abbiamo bloccato la pellicola – racconta Loiero – riaccendendo le luci. Siamo saliti in galleria per farli ragionare e abbiamo ripreso».
Ma la situazione non cambia: nuova interruzione verso le 22 mentre cresce la protesta per quanto succede da parte degli altri spettatori, qualcuno se ne va. «Alcuni – ricorda Antonio – hanno preferito un biglietto omaggio per poter rivedere il film invece del rimborso. Dal primo tempo all’intervallo – sottolinea – sono rimasto in galleria insieme a Riccardo Bibbiani con le torce tentando di mantenere un po’ di silenzio, con scarsissimi risultati. Anche Riccardo, ora nella coop, ma impegnato al cinema già dai primi anni Novanta mai aveva visto una situazione come questa». Intervallo, niente cambia. Parte la chiamata alle forze dell’ordine, arriva una pattuglia di carabinieri. Sono le 23 passate e alla biglietteria arrivano 7-8 genitori preoccupati dopo aver letto il post-denuncia degli operatori del cinema su Facebook. I carabinieri del radiomobile parlano coi ragazzi, evidente che anche i più scalmanati si rendono conto che non è un gioco.
«Così Il film è ripreso, stavolta in un silenzio surreale, fino alla conclusione», spiega Loiero. Il cinema si svuota, qualche seduta della galleria è a terra.
«A fine serata – sottolinea Loiero – facendo il giro di chiusura, abbiam trovato anche un lavandino dei bagni in galleria ostruito dalla carta e col rubinetto aperto, pieno d’acqua a rischio allagamento. Non è un caso se nel resto d’Europa, e non perché fa paura, questi film li vietano ai minori. Questi problemi ci costringono, per le prossime proiezioni, a chiedere il documento d’identità. L’adulto che accompagna e controlla almeno 5 ragazzi con meno di 16 anni avrà diritto al biglietto omaggio». E solo per garantire a tutti il diritto di vedere un film. —
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