Sicurezza
Sgombero del Caloncino, i cittadini protestano e danno vita a un comitato
La protesta contro l’iniziativa dell’hotel La Stella che intende liberare l’area di pertinenza: «Quello è uno spazio di tutti, lotteremo contro questo sopruso»
SECCHETO. «Un sopruso inconcepibile contro i cittadini di Seccheto». È questo, in estrema sintesi, il grido d’allarme lanciato dal neo costituito “Comitato per la difesa del Caloncino di Seccheto”.
La storia in breve è la seguente: a Seccheto esiste da oltre cento anni un piccolo porticciolo in cui, fino a qualche decennio fa, venivano depositati i manufatti di granito che poi, attraverso i bastimenti, trasportavano in tutto il mondo il lavoro degli scalpellini elbani. «Un luogo di grande valore storico per queste comunità – spiega il nuovo comitato in una nota – e che, spariti i bastimenti, si è trasformato in riparo per i natanti dei residenti usati per lo più per la pesca o per qualche pausa da lavoro nelle calde giornate estive. Nulla da cui trarre un guadagno. Solo uno dei pochi svaghi rimasti in un piccolo borgo che conta poco più di trecento anime e dove più o meno ogni famiglia possiede una barchetta».
Tutto facile, ma solo in apparenza. Il porticciolo, infatti, si trova nelle immediate vicinanze dell’Hotel La Stella che alcuni anni fa ha cambiato proprietà.
«I nuovi proprietari, né di Seccheto né elbani, trovano sulle carte tra le loro nuove pertinenze anche la zona del porticciolo e decidono di rientrarne in possesso, iniziando una battaglia inspiegabile contro la popolazione di Seccheto – sostengono dal comitato a difesa del Caloncino di Seccheto – inconcepibile, dato che è facile immaginare, vista la brevissima distanza dal mare e il pregio di quei luoghi, che sarà impossibile adibire quella zona ad alcunché di servizio all’hotel. Ma tant’è».
Di fatto è iniziato un iter che si sta concludendo in questi giorni con la richiesta di sgombero delle barche da parte della proprietà e che il comitato vuole scongiurare a tutti i costi. A metà giugno l’hotel ha pubblicato un annuncio con il quale si rendeva noto il ritrovamento di 17 imbarcazioni nell’area di pertinenza dell’hotel, invitando i proprietari a provvedere al recupero dei piccoli natanti . In caso di mancato recupero la proprietà ha annunciato lo sgombero dell’area.
«Stiamo parlando veramente con tutti in questi giorni. Volevamo trovare una soluzione pacifica spiegando ai nuovi proprietari che, sebbene quel terreno formalmente sia ancora intestato a loro è di fatto pubblico. – dice al Tirreno il Comitato – Gli abitanti di Seccheto hanno costruito il muro che lo difende dalle mareggiate (e che protegge anche la spiaggia privata dell’albergo) e le amministrazioni comunali lo hanno dotato di pali della luce e sistemato ogni qualvolta c’è n’è stato bisogno. Non oggi, da oltre cinquanta anni. È pubblico e non ce lo faremo portare via. Non abbiamo perso le speranze che così possa essere e chiediamo a tutta l’amministrazione comunale e alle minoranze consiliari di schierarsi dalla nostra parte perché il Caloncino resti un luogo a disposizione di tutti i cittadini di Seccheto. Dopo aver perso il campo sportivo, le Poste e molti altri servizi nel corso degli ultimi decenni, questa volta non molleremo». —
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