Lutto
I dubbi del comitato sul nuovo polo della Pim
PIOMBINO. Il comitato Salute Pubblica si schiera contro il polo di demolizione, refitting e realizzazione navi della Pim, operativo a settembre sul porto di Piombino
«Il progetto più volte sbandierato dalla Regione e dagli ex sindaci Anselmi e Giuliani si avvia a realizzarsi – spiegano dal comitato – Quello di cui non siamo a conoscenza, però, sono i dettagli. Secondo le ultime indiscrezioni i cassoni, 12 in tutto, posizionati nel porto, che un tempo dovevano servire come banchina di carenaggio, adesso, dopo anni, sono divenuti un rifiuto anch’essi e saranno demoliti. Conosciamo poco anche sul fronte delle autorizzazioni, visto che Piombino ha solo il nulla-osta della Regione senza essere inserito nella liste dell’Unione Europea dei siti autorizzati». Il comitato fa sapere come esistano porti «già attrezzati con viabilità, macchine e infrastrutture che licenziano 200 maestranze come il porto di Cagliari per mancanza di prospettive. Solo Piombino, già centro di trattamento rifiuti pericolosi, è attrattivo con questa nuova attività portatrice di amianto aerodisperso e diossina da taglio lamiere, oltretutto contaminate da idrocarburi».
Ma, secondo il comitato, il sito di Piombino non sarà mai competitivo rispetto ai cantieri asiatici e turchi che si occupano di demolizioni. «Siamo preoccupati nel vedere nascere sul nostro territorio altri poli di lavorazione dei rifiuti che sulla stampa e da organi istituzionali, come la Regione e l’Autorità portuale, indicano come nuovo sviluppo economico per Piombino. La demolizione delle navi è in antitesi con qualsiasi prospettiva di diversificazione». Per questo il comitato chiede al sindaco e al consiglio comunale di Piombino «di prendere i dovuti accorgimenti per tutelare la salute e l’ambiente prima di tutto dei piombinesi, senza fare sconti a nessuno. Non vogliamo una città di rifiuti». —
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