Il Tirreno

Ponte Terre Rosse prima di demolire c’è da spostare l’acquedotto

Manolo Morandini

Previsti 850mila euro per rifare il cavalcaferrovia Già definito il progetto da 3 milioni per la rete idrica

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Il cavalcaferrovia Terre Rosse è sbarrato dall’ottobre scorso. Deve essere abbattuto e ricostruito. Non ci sono spazi per altre soluzione. A stabilirlo è una perizia tecnica. Ed è a questa che fanno riferimento il sindaco di Piombino Francesco Ferrari e l’assessore ai Lavori pubblici Riccardo Gelichi. «C’è una perizia, alla quale ha preso parte nella valutazione anche Rfi, che ha stabilito che il cavalcaferrovia di Terre Rosse deve essere ricostruito ex novo e che, per ragioni strutturali, risulta impossibile intervenire semplicemente con opere di manutenzione», affermano.

Il destino a cui è condannata l’infrastruttura crea problemi anche all’acquedotto. Sul ponte che dovrà essere demolito corre una tubazione che serve la città e che pertanto dovrà essere spostata. La soluzione è stata individuata in un sottopasso della ferrovia con la tecnica del microtunnelling. In pratica, con una speciale sonda viene scavato l’attraversamento sotterraneo in cui saranno fatti passare le tubazioni.

«Attualmente il ponte è in fase di progettazione preliminare e la conclusione dei lavori è attesa per la fine del 2020 – ricordano Ferrari e Gelichi –. Il costo complessivo dell’opera, 850mila euro, sarà coperto interamente con risorse della Comunità europea».

Il completamento della progettazione è fissato per ottobre 2019 stando al cronoprogramma definito dalla giunta guidata da Massimo Giuliani. A questo seguirà la gara d’appalto mentre l’inizio dei lavori veri e proprio è previsto a febbraio 2020 per concludersi entro settembre, prima del collaudo e della riapertura a metà novembre del nuovo cavalcaferrovia di Terre Rosse. «L’impegno immediato di questa amministrazione sarà pertanto quello di verificare costantemente le diverse fasi dei lavori e di accelerare il più possibile la ricostruzione di questa infrastruttura, considerata l’importanza che questa riveste per la viabilità di quell’area e per alleggerire la pressione veicolare sull’unica via di accesso alla città», sottolineano il sindaco Ferrari e l’assessore Gelichi.

La decisione di chiudere il cavalcaferrovia era arrivata dopo un sopralluogo del 5 ottobre 2018: emersero problemi strutturali piuttosto gravi, anche se delle necessità di un intervento di manutenzione c’era già consapevolezza, visto che nel 2017 venne vietato il transito ai mezzi di peso superiore a 3,5 tonnellate e che proprio in questi mesi sarebbero dovute partire le opere di manutenzione straordinaria previste nel bilancio 2018. Fatto sta che il 5 ottobre fu giudicato troppo pericoloso far passare le auto sulla struttura, sotto la quale scorrono i binari ferroviari. La chiusura ovviamente ha comportato disagi per gli abitanti della zona e per chi deve raggiungere dalla città il porto delle Terre Rosse, costretto a passare da Fiorentina.

L’intervento si intreccia con le opere a supporto del piano degli insediamenti produttivi nell’ambito di Colmata Apea. Qui si prevede l’intervento di adeguamento e potenziamento della dorsale di distribuzione e adduzione delle rete idrica nel tratto compreso tra Montegemoli e Terre Rosse per una previsione di spesa di 2,7 milioni di euro. Ma la tubazione principale dell’acquedotto corre lungo via delle Terre Rosse. E in previsione della demolizione del cavalcaferrovia che avrebbe dovuto fare da supporto anche a questa nuova tubazione si è dovuto trovare un’alternativa. Appunto quella di passare sotto la ferrovia con un aggravio di spesa di 300mila euro. —

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