Sicurezza
Medioevo come passione tra storia e immaginazione
Dalla nascita del castello di Biserno alle vicende che portarono alla distruzione Tra ricerca e fantasia l’esperienza delle Ombre di Montecoronato diventa un libro
san vincenzo. Le spade si sono affilate mercè alla passione per quei secoli che molti definiscono bui, ma che tali non sono stati. Le Ombre di Montecoronato continuano il loro viaggio in quel Medioevo in cui tante cose della modernità han preso forma. La loro è una passione allo stato puro. Dopo alcuni anni di studio e di ricerche dedicate in primis alla storia medioevale della Maremma, l’associazione storico culturale è riuscita a realizzare il suo romanzo con protagonisti i personaggi che da alcuni anni riscuotono una certa popolarità nelle piazze dove ogni estate vengono organizzati i festival medioevali. Il titolo? Le Ombre di Montecoronato.
Malmantile, Sovana, Roccatederighi sono solo alcuni dei borghi che da quasi un decennio ospitano la Compagnia delle Ombre di Montecoronato, che si esibisce con performance teatrali e duelli di spada ispirati alla contea di Biserno. Le Ombre, che scendono dal Monte Coronato per andare alla Crociata in Terra Santa, trovando rifugio al loro ritorno nel Castello di Biserno e difendendo poveri ed emarginati. Questa è la loro storia fra realtà e fantasia.
Lo studioso di filosofia e antropologia Igor Vegni, insieme al maestro d’armi della Compagnia Diego Demi hanno provato a ricostruire queste antiche gesta. È grazie al libro scritto negli anni Settanta da Giovanni Galgani “Duemila anni di storia in Maremma: da Biserno a San Vincenzo” che l’associazione storico culturale è riuscita a farsi un’idea di ciò che doveva essere il Castello di Biserno e degli uomini e le donne che lo abitavano.
Come afferma il Galgani stesso le fonti storiche non sono molte, quindi spazio all’immaginazione e alla creatività, facendo comunque attenzione ai documenti e alle testimonianze di altri che hanno vissuto in quei secoli generalmente definito Basso Medioevo. «Il trecento italiano rappresenta sicuramente una tappa fondamentale nella costruzione dell’identità sociale, culturale e materiale del popolo italiano – dicono gli autori –. I borghi arroccati un po’ ovunque in Toscana rappresentano ancora oggi una delle massime espressioni del nostro patrimonio artistico, puri gioielli d’architettura che richiamano l’interesse di studiosi, turisti e appassionati di storia».
Nel libro del Galgani si parla di un certo Messer Lisernito Casiglitta Muccio da Biserno, chiamato anche conte Inghiramo, il quale, grazie agli onori ottenuti in battaglia, venne eletto capitano della taglia guelfa fiorentina. Questo incarico non piacque affatto alla Repubblica di Pisa, la quale ordinò la distruzione del Castello e i Da Biserno insieme alle loro guardie personali decisero di far ritorno presso Massa Marittima.
Partendo da pochi dati storici Vegni e Demi hanno dato via libera alla loro immaginazione narrativa ed è venuto fuori questo libro, che è stato curato da Ilic Panicucci, ricco di avventure sulle vite e sulle battaglie dei vari personaggi scelti da Inghiramo per la sua personale protezione.
Cavalieri dell’Ordine degli Ospitalieri, astuti briganti pronti ad assaltare le carovane pisane di passaggio sulle terre di Biserno, loschi truffatori sempre pronti ad innamorarsi di giovani e deliziose donzellette, sono solo alcuni dei personaggi che vengono presentati nelle pagine del libro. —
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