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Magona, c’è il cambio passa da Arcelor Mittal al gruppo Liberty Steel

Valeria Parrini
Magona, c’è il cambio passa da Arcelor Mittal al gruppo Liberty Steel

Piombino, incontro a Bruxelles tra direzione del personale e sindacati, ci sono cento giorni per definire investimenti e prospettive

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PIOMBINO. Cento giorni per inquadrare, stabilimento per stabilimento, prospettive e investimenti. Si conta da domani. Perchè da domani Arcelor Mittal passa ufficialmente la mano a Liberty Steel e anche gli impianti piombinesi cambieranno proprietà insieme a quelli di Ostrava, Galati, Skopye, Liegi e Doudelange.. Alla vigilia i rappresentanti sindacali di ciascun sito si sono incontrati una seconda volta nella sede del sindacato europeo IndustriAll, a Bruxelles. Oggetto, la definizione di un accordo quadro che riguarderà tutte le singole realtà. Oltre ai vertici di IndustriAll era presente il responsabile delle risorse umane del gruppo anglo-indiano Graeme Taylor. Intorno al tavolo, anche Mirco Rota (Fiom nazionale) e Maurizio Cantagalli della segreteria Fim Cisl.

I sindacati hanno presentato a Liberty Steel una bozza di accordo che dovrebbe essere valida per tutti i siti, e focalizza impegni sociali, sicurezza, ambiente, investimenti e altri elementi. Adesso si aspetta la risposta del gruppo a cui, se non ci saranno ostacoli, seguirà la firma. Sembra improbabile che Liberty Steel si impegni in questa fase a mettere nero su bianco il livello di occupati al di sotto dei quali non scendere in un arco temporale di medio termine. Elemento caldeggiato soprattutto dai sindacati dei siti più a rischio di ristrutturazione, come Galati. «Nell’accordo quadro è inserito il passaggio dei cento giorni durante i quali per ogni fabbrica si discuterà di investimenti e potenzialità di mercato: due elementi decisivi per stabilire le prospettive anche in termini di dipendenti», afferma Cantagalli al rientro da Bruxelles.

Per Piombino, preso atto del via libera dato dal gruppo inglese alla ripartenza del decapaggio, viene giudicata decisiva una seconda Verniciatura (il prodotto dà più garanzie di vendita e a condizioni migliori)e, a seguire, la ripartenza della Zincatura 2.

Dopo la ristrutturazione pesante subita dalla ex Magona con Arcelor Mittal, ci sono elementi che farebbero vedere meno grigio. Come l’affermazione del ceo Jon Bolton nell’incontro precedente (stavolta era assente per le nozze di un familiare). Su domanda di Cantagalli stesso aveva indicato l’obiettivo delle 700 mila tonnellate annue nel 2023. Con un incremento, quindi, di 200 mila rispetto alle attuali. La cifra riporterebbe il livello produttivo al 2008. Altro annuncio, quello di una trentina di assunzioni entro fine anno mentre recentemente sono entrati in fabbrica 8 interinali.

«Infine - chiude il sindacalista - ci sono stati prospettati mercati nuovi». —

V.P.

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