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Ferrari riparte subito dai rifiuti ma tende la mano all’opposizione

Manolo Morandini
Ferrari riparte subito dai rifiuti ma tende la mano all’opposizione

Il sindaco, i temi ambientali e l’esigenza di fondo: «Bisogna riacquistare serenità economica e sociale»

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«W Piombino!». E parte un lungo applauso. Così Francesco Ferrari chiude il suo primo discorso da sindaco in consiglio comunale. Quello che dopo il voto segna di fatto l’avvio della sua amministrazione. Ha conquistato la fiducia dei piombinesi promettendo un cambio di marcia, riuscendo a spostare l’asse politico verso il centrodestra. E proprio per questo non manca una sottolineatura: «Chiedo di non giudicare questo sindaco sui pregiudizi ma sui fatti. E su questo io non mi sottrarrò mai».

Tra i segni del nuovo corso c’è lo stile plastic free: acqua in bottiglie di vetro e bicchieri biodegradabili. Ma al di là delle forme sono soprattutto i richiami alle linee della proposta politica a evidenziare ciò che caratterizzerà l’azione amministrativa. Si parte dalla madre di tutte le battaglie: Rimateria. Del resto davanti al cancello dell’azienda a Ischia di crociano Ferrari ha dato il via alla sua corsa per le amministrative. Dal no al raddoppio ai volumi della discarica all’impegno di dare il riconoscimento formale a Colmata come centro abitato. Le scelte urbanistiche per evitare il perfezionamento dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia), la lettera inviata in Regione per chiedere di fermare la procedura di Valutazione di impatto ambientale. Ma anche l’impegno a chiedere i carotaggi nella discarica e l’installazione di centraline per «fugare ogni dubbio per la salute dei cittadini».

È l’impegno più atteso da chi ne ha sostenuto la candidatura quello su Rimateria. «Andremo avanti con la commissione d’inchiesta – ha detto il sindaco – come richiesto in precedenza anche da altre forze politiche. È necessario infatti fare luce sul debito di bilancio accumulato negli anni da Asiu. Ma l’obiettivo non può essere solo quello, sarebbe riduttivo. Bisogna riacquistare una serenità economica e sociale. Vogliamo far comprendere la necessità delle bonifiche del Sin, realizzare le infrastrutture necessarie. Piombino ha bisogno di lavoro e il prossimo 9 luglio al Mise ci faremo portavoce di queste necessità del territorio».

L’impegno a essere rappresentante della comunità, «senza distinzioni». L’ascolto come metodo. «Il consiglio comunale deve essere un luogo in cui si ascolta e in cui la maggioranza tende una mano alla minoranza con l’obiettivo di lavorare per il bene comune». E ancora i temi del decoro, della sicurezza, la valorizzazione delle bellezze naturali e archeologiche, della costa urbana, il turismo come settore integrante dell’economia del territorio. Infine la sanità: «dobbiamo lottare perché la salute pubblica sia garantita. Nel rapportarci con l’Asl non possiamo perdere l’obiettivo del Punto nascita e dei servizi fondamentali». —



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