Gioco
È finita l’emergenza per Montecristo Estratto il carburante dal peschereccio
Troppo rischioso farlo emergere perché molto vecchio. Sammuri: «Ambiente salvo». E scatta una sorveglianza più stretta
marciana marina. Cessata l’emergenza ambientale a Montecristo. Sono state ultimate nella giornata di giovedì 27 giugno le operazioni di svuotamento di olii e carburante a bordo del peschereccio Bora Bora che il 12 giugno si è incagliato sull’isola. «Quello che ci ha preoccupato fin da subito – ha spiegato il contrammiraglio Giuseppe Tarzia, Direttore marittimo della Toscana- erano gli olii e il carburante presenti nei serbatoi della barca che potevano depositarsi sul fondale marino di un habitat incontaminato. Dovevamo evitare quello che poteva essere un vero e proprio disastro ambientale per Montecristo e per l’Arcipelago». La Direzione Marittima di Livorno è stata in costante contatto con il Parco nazionale dell’Arcipelago ed ha seguito e coordinato le operazioni. La stima è che fossero presenti 6mila litri di liquidi nei serbatoi del peschereccio, risultato ad una più attenta verifica molto vecchio ed, essendo in legno, completamente marcio. Questo ha cambiato lo scenario del recupero che avrebbe dovuto essere fatto domenica scorsa ma che ha richiesto un cambio di piano. Vista la precarietà della struttura dello scafo sono stati utilizzati i mezzi altamente specializzati della società Castalia autorizzati del ministero dell’Ambiente. Nella giornata di giovedì hanno recuperato circa 2mila litri tra gasolio e olii conservati a bordo del Bora Bora affondata a pochi metri dall’isola di Montecristo, dichiarando cessata l’emergenza. «Ringrazio la Capitaneria e la direzione marittima per la vicinanza ed il lavoro fatto – ha commentato Giampiero Sammuri, presidente del Parco – eravamo molto preoccupati oltre che per il possibile inquinamento anche per un’altra ragione. Da sette anni abbiamo eliminato i ratti dall’isola e ora vedendo le condizioni e il materiale del peschereccio, il legno, abbiamo temuto che ci fossero ratti a bordo, che potevano vanificare i risultati ottenuti in questi anni se fossero riusciti a raggiungere l’isola. Ad oggi invece ogni pericolo sembra cessato ed ogni danno ambientale è stato scongiurato». È stato messo un cordone sanitario anche sulla costa prospiciente per evitare ogni possibilità di accesso a questi animali. È anche in fase di rielaborazione un nuovo piano per la rimozione integrale del peschereccio ed è stata avviata l’inchiesta per stabilire le cause e i conseguenti aspetti penali che hanno portato all’incagliamento del peschereccio. Una vicenda che si è conclusa nel migliore dei modi grazie anche alla vigilanza in mare che viene effettuata dalla capitaneria di Porto e che sarà rafforzata grazie ad una convenzione sottoscritta a Marciana Marina, ieri tra Parco e direzione marittima della Toscana. La Capitanerai sarà presente per tre mesi a Pianosa . «L’isola di Pianosa è vicina a Montecristo – ha spiegato il contrammiraglio Tarzia - e consente di fare un tipo di lavoro che altrimenti non sarebbe possibile partendo da Portoferraio. In questo modo potremo pattugliare il mare per la tutela ambientale, per un’azione di polizia marittima e di contrasto alla pesca illegittima». —
Antonella Danesi
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