Il Tirreno

La battaglia contro l’inquinamento 

Altri due Comuni aderiscono al “Toscana plastic free”

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ambiente

E con Portoferraio e Marciana che hanno aderito al progetto sono sei i Comuni dell’Elba che hanno aderito al progetto “Toscana plastic free” , fatto proprio dalla Regione toscana e proposto per tutte le località balneari, arcipelago compreso. Si tratta di una norma, proposta dalla giunta regionale su indicazione dell’assessore alla presidenza Vittorio Bugli e recentemente approvata dal consiglio, di consentire ai Comuni delle dotazioni e strumenti normativi necessari per vietare la plastica monouso sulle spiagge, nei parchi e nelle aree protette. Stiamo parlando della legge, intitolata “Misure per la riduzione dell’incidenza della plastica sull’ambiente” che non riguarda solamente le spiagge. Ma è fatto divieto anche di utilizzare contenitori, mescolatori per bevande, aste a sostegno di palloncini, cannucce e stoviglie, quali posate, forchette, coltelli, cucchiai, bacchette e piatti, in plastica monouso anche nelle fiere ed eventi organizzati o finanziati, anche in parte, da Regione, enti locali, enti e aziende soggette alla vigilanza degli stessi. «In pratica la Regione non ha fatto altro che ispirarsi alla normativa che già il consiglio comunale di Marciana Marina aveva approvato e messo in vigore – ricostruisce l’iter del disegno di legge, Umberto Mazzantini, responsabile di Legambiente arcipelago toscano – e fatta sua. A onor del vero a noi Elbani fa piacere che la Regione si ispiri a un provvedimento che trae origine dal Comune più piccolo della la Toscana e l’abbia poi esteso a tutti quelli della costa. In verità – continua – è iniziata la battaglia contro la plastica per evitare che le nostre coste e i nostri mari diventino ricettacolo di rifiuti». Si pensa che ogni anno vengano prodotte 280 milioni di tonnellate di plastiche e che da qui al 2050 la cifra, se non cambierà qualcosa, rischia di raddoppiare. Almeno 8 milioni finiscono nei mari, compreso il Tirreno, portati dai fiumi. «Abbiamo avuto dei contatti con gli amministratori – commenta il presidente della Confcommercio Franca Rosso – perché la normativa sia dilazionata nel tempo, per consentire agli esercenti che hanno negozi sulla spiaggia di smaltire le scorte e dotarsi di altri contenitori biodegradabili». —

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