Sicurezza
Niente patrocinio al Pride Il Comune cambia marcia
Negata l’adesione della nuova amministrazione all’evento del 6 luglio a Pisa Ferrari: «Decisione istituzionale, non politica, che esula dalle mie convinzioni»
PIOMBINO. Questo patrocinio non s’ha da dare. Inizia con una polemica sui diritti civili la legislatura Ferrari. Qualche giorno fa Luisa Merlini, organizzatrice insieme all’associazione Ex aequo del confronto di metà maggio al Centro giovani sul tema proprio dei diritti civili, ha inviato al neo sindaco la richiesta di patrocinare il Toscana Pride, previsto per il 6 luglio a Pisa. «In occasione del dibattito di maggio tutti i candidati sindaci espressero parole incoraggianti e propositive nei confronti dei diritti lgbt – spiega Merlini – Per questo la richiesta, sottoscritta da diversi cittadini, forze politiche e associazioni di molteplice matrice».
Insomma, nulla contro Francesco Ferrari che, comunque, ha rifiutato di patrocinare la manifestazione. Per quale motivo? Nella risposta a Merlini il sindaco specifica i termini del patrocinio come concessione a iniziative che abbiano un effetto diretto sul territorio. In realtà al Pride pisano sono arrivate adesioni da parte di molte associazioni, partiti ed enti formativi, oltre ai patrocini della Regione, di diverse Province e di parecchi Comuni. La stessa amministrazione piombinese ha patrocinato più volte l’evento con la precedente giunta: «Negli ultimi tre anni abbiamo aderito come Comune e Pari opportunità», spiega Lorena Tommasi, al tempo presidente della Cpo. «Non esiste un regolamento secondo il quale è possibile dare il patrocinio soltanto a eventi che abbiano un effetto diretto sul territorio – afferma Carla Maestrini, assessore della giunta uscente – E, se anche ci fosse, nessuno avrebbe da ridire sull’adesione a una manifestazione come il Pride. Il patrocinio non comporta impegni economici o di altro tipo e, soprattutto in queste situazioni, rappresenta una vicinanza simbolica. Quest’anno il Pride viene fatto a Pisa, ma è solo un luogo simbolico, appunto. Spesso sono presenti sindaci con la propria fascia e addirittura sfilano i gonfaloni. È inutile ribadire le posizioni espresse al confronto del Centro Giovani, e poi negare il patrocinio – continua Maestrini – Concederlo avrebbe concretizzato quelle parole e smentito gli scettici sull’apertura di questa giunta. Basterebbe ammettere che nella maggioranza ci sono pareri contrastanti sull’argomento, e da lì avviare una discussione».
In realtà il rifiuto da parte di Ferrari non si basa su una regola acquisita, ma su una scelta dell’amministrazione. Raggiunto telefonicamente, il sindaco ha preferito affidare la sua replica a un comunicato stampa: «Non si tratta di una decisione politica – spiega Ferrari nella nota – ma esclusivamente di tipo amministrativo. La mia posizione in tema di diritti civili, già espressa anche in campagna elettorale, è quella di un totale rispetto delle scelte sessuali di ogni singola persona, contro ogni forma di discriminazione, omofobia e transfobia che purtroppo ancora oggi possono condizionare l’esistenza e le scelte delle persone Lgbt in tutti gli ambiti della loro vita. Detto questo – continua – credo che il patrocinio debba essere concesso per iniziative ed eventi di carattere sociale, culturale, scientifico o di interesse pubblico che si svolgano direttamente sul territorio. La decisione di tipo istituzionale esula quindi dalle mie idee e convinzioni personali». —
Francesca Lenzi
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