Ecco le terme del santuario di Venere
Come seguire in diretta lo scavo archeologico di Soprintendenza con le Università di Siena, di Toronto e Parchi Val di Cornia
Tuniche bianche, fermate con una fibula o un cammeo, appoggiate nelle nicchie dell’area termale... anche questo ci si può aspettare di vedere oltre gli alberi, svoltando dalla terrazza sopra le Logge. Sono le terme pubbliche del santuario di Venere di giorno in giorno sempre più visibili grazie al lavoro sinergico della Soprintendenza con le Università di Siena, di Toronto e Parchi Val di Cornia.
«Abbiamo ripreso – racconta Stefano Camporeale (UniSiena) – dove avevamo interrotto 15 anni fa per problemi di conservazione... tolti gli strati del crollo, liberando l’edificio ternale del balneum, databile secondo secolo avanti Cristo, tra i più antichi mai ritrovati in Italia. Lasciando per ultimo il famoso “mosaico dei neri”, ci aspettiamo sorprese magari da altri mosaici ugualmente ben conservati». Con Camporeale Cynthia Mascione (UniSiena) a seguire passo passo lo scavo per evitare che si possano verificare nuovi crolli per materiale asportato prima del consolidamento. A breve, qui, un'esperienza unica: gli archeologi racconteranno in prima persona cosa stanno riportando alla luce. «Dal lunedì al venerdì alle 16 saranno formati gruppi – conferma il presidente Parchi Francesco Ghizzani Marcia – si potrà seguire come questa ricerca cambia di giorno in giorno. Perché questo cantiere di sicuro ha in programma una ripresa anche a settembre, mentre a breve partirà la progettazione delle copertura per la protezione di tutta l’area, destinata a restare sempre aperta alle visite».
Sull’Arcopoli c’è già la copertura dei pavimenti a mosaico e delle pareti rosse del balneum (terma) della domus (casa) sotto le Logge. «Opera necessaria per garantire la conservazione delle decorazioni, proteggendole dagli agenti atmosferici e dagli shock termici – spiega Marta Coccoluto coordinatrice del parco archeologico di Baratti e Populonia – . A oggi è una semplice tettoia su plinti, che nel progetto “Grandi Attrattori” contiamo di sostituire con una copertura altrettanto funzionale, se non di più, che sia però “architettonicamente progettata” per inserirsi in modo armonico in un contesto in cui il paesaggio, in questo caso soprattutto la visione frontale delle Logge, descritta e disegnata da archeologici, viaggiatori e “scopritori’ di rovine, è uno degli aspetti più delicati». Da segnare sul calendaio la “Festa dello scavo” il 14 luglio (dalle 17 alle 20) sulla terrazza delle Logge: laboratorio di mosaico, visite guidate all’Acropoli, merenda di una volta, ancora insieme agli archeologi. Tutto, sempre, per capire e rivivere la (nostra) storia. —
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