Lutto
Giardini di via Ischia abbandonati perché annaffiarli costava troppo
L’area ceduta da Casalp al Comune, 20mila euro l’anno per irrigarla Gelichi: «Caso singolare da approfondire, ma interverremo»
PIOMBINO. Quando il 15 maggio 2015 fu inaugurato il complesso abitativo di via Ischia, all’interno di via della Pace, nessuno probabilmente pensò all’arredo alle aree verdi come a un problema.
60 gli alloggi consegnati, dotati di riscaldamento centralizzato con caldaia a condensazione modulante e pannelli radianti sotto il pavimento, pannelli solari termici, impianto fotovoltaico per l’alimentazione delle utenze condominiali.
Insomma, un complesso residenziale innovativo, costato sei milioni di euro, realizzato dal Comune grazie a finanziamenti ministeriali, e gestito da Casalp. Tutto bello? Non proprio. Nei mesi successivi sono saltati fuori i primi problemi, nello specifico nell’ambito della manutenzione delle aree verdi. Sia davanti all’esterno del complesso, sia nella superficie interna. Nell’estate del 2016, ma anche in quella successiva, lo scenario parlava di una sorta di giungla spontanea dentro la quale si annidavano animali di ogni specie, in particolare topi, e rifiuti di vario genere – in alcuni casi direttamente rappresentati da sacchi di spazzatura – abbandonati nell’area interna al complesso da residenti poco attenti al vivere civile.
Nessuno, infatti, tagliava l’erba e l’impianto di irrigazione, già predisposto, non era mai stato allacciato. In un rimpallo burocratico fra Comune e Casalp, l’amministrazione spiegò che gli accordi iniziali prevedevano la cura del verde a responsabilità dei condomini. Alcuni di loro, effettivamente, iniziarono a gestire qualche pezzo di terra, seminando piante e provvedendo alla cura delle stesse; il problema, però era, ed è più ampio, difficilmente sanabile dai singoli residenti.
E dopo quattro anni dall’inaugurazione, si ripresenta il problema del verde per gli alloggi di via Ischia. Stavolta, però, contrario. L’erba è stata tagliata un mese fa, ma a mancare è l’acqua. «Nel giugno dello scorso anno fu finalmente attivato l’impianto di irrigazione – racconta un condomino – che annaffiava il verde con timer tre volte al giorno. Fino a gennaio. Poi è stato disattivato. Non sappiamo perché, fatto sta che l’erba è bruciata, le siepi di oleandro installate l’anno passato stanno soffrendo, e così anche gli oltre venti platani piantati nell’area interna del complesso. È un vero peccato».
Platani giovani, alcuni ormai secchi, in mezzo a una savana incolta e, in generale, un panorama ben poco edificante. «Parliamo di un’area verde di 8mila metri quadrati ceduti da Casalp al Comune – spiega il nuovo assessore ai lavori pubblici, Riccardo Gelichi – Una volta verificato il costo esorbitante dell’innaffiatura, circa 20mila euro annui, è stato deciso di puntare a un prato spontaneo, interrompendo l’irrigazione. Ci si è però accorti che i platani soffrono e quindi è stato portato proprio in queste ore un tubo per un’irrigazione regolare e manuale, per cui si è offerto volontario un condomino». Per i platani e basta. Il resto se la cavi con la pioggia. Quando arriverà.
«Ovviamente è una situazione singolare, che ereditiamo dalla precedente amministrazione – afferma Gelichi – Una situazione emergenziale, sicuramente da rivedere e approfondire, cercando magari di tornare a utilizzare anche l’impianto di irrigazione, realizzato da Casalp, ma comunque costato dei soldi. Così come sarà cambiata la frequenza del taglio dell’erba: da tre volte all’anno, sarà portata a 5». —
Francesca Lenzi
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