Gioco
Consultorio aperto sei giorni a settimana Antonelli: «Migliorerà la situazione»
Parla il primario di Ostetricia e Ginecologia dopo la decisione di spostare i parti dall’ospedale di Piombino a Cecina
PIOMBINO.«A Piombino cerchiamo di ovviare alla criticità legata al Punto nascita con un incremento notevolissimo di tutti i servizi sia ospedalieri che territoriali: in tutta la Val di Cornia fino ad oggi era presente un solo servizio di 6 ore a settimana di consultorio, dal primo luglio avremo 6 servizi a settimana di sei ore, l’attuale offerta di servizi si moltiplicherà per 6. Questo migliorerà la situazione in Val di Cornia e garantirà che non ci saranno aggravi su Cecina». Così il primario di ostetricia e ginecologia a Cecina, Piombino e Portoferraio Andrea Antonelli.
Eppure, la fotografia che restituiscono in questi giorni le animatrici del Comitato Lasciateci nascere a Piombino è a tinte fosche: «Non si entra più nella sala parto». E lamentano «una mancanza di chiarezza al di là di quanto comunicato dall’Azienda sanitaria». La nuova organizzazione del Punto nascita messa in campo dall’Asl è arrivata in scia al sit-in promosso dal Comitato per scongiurare la chiusura del reparto dovuta a questioni di sicurezza e all’impossibilità di ricoprire in tempi brevi l’organico.
L’ospedale di Cecina diventerà - anzi, è già diventato - riferimento per le gestanti provenienti da Piombino, San Vincenzo, Sassetta, Suvereto, Campiglia, Venturina e anche dal nord del grossetano, Follonica in primis: si pensi che nei primi 25 giorni di giugno - da quando sono esplose le criticità dell’organico della Ginecologia piombinese - all’ospedale di Villamarina hanno partorito soltanto in due. Le altre donne residenti in Val di Cornia (una decina abbondante) si sono spostate tutte a Cecina.
E a Cecina stanno già seguendo l’ultima fase del parto anche le nove donne della Val di Cornia che si trovano in questi giorni nelle ultime tre settimane di gestazione: a tutte è già stato preso l’appuntamento al reparto di Antonelli per il tracciato finale e spiegato che dovranno partorire a Cecina.
Come emerso in questi giorni infatti, a Piombino è garantito solo il cesareo d’urgenza, mentre tutte le altre donne - comprese quelle che si presentano in travaglio attivo, cioè in imminenza del parto - vengono trasferite a Cecina con un’ambulanza su cui viene fatta salire anche l’ostetrica.
Per quanto riguarda l’incremento dei parti su Cecina il primario Antonelli è convinto che sarà più basso rispetto ai 259 effettuati l’anno scorso a Piombino: «Saranno meno».
Nei primi cinque mesi di quest’anno - prima dell’emergenza - in effetti a Villamarina avevano partorito 63 donne, una media di 12 parti al mese che alla fine dell’anno - se fosse rimasto aperto il punto nascita - avrebbe portato a circa 150 nascite. Il motivo è che tante donne, una su tre dalla Val di Cornia (23 da gennaio a maggio), una su due dalla zona di Follonica (10 in totale), già in questo 2019 avevano scelto di partorire a Cecina.
E così una stima su una proiezione annuale verosimile dice che i parti nell’ospedale di Cecina potrebbero aumentare di circa 200 l’anno, un centinaio in più di qui a dicembre. Il nodo, per non oberare troppo l’Ostetricia di Cecina, sarà legato a se e quando il ministero darà la deroga perché a Piombino riapra il punto nascita e si interrompa l’esodo verso Cecina.
Che cosa accadrà? All’ospedale di Cecina si registrerà un aumento della natalità. «Ma sulle spalle del reparto non graverà un incremento dei servizi – conclude Antonelli –, perché questi saranno effettuati tutti a Piombino e quindi il personale che viene impegnato nei servizi su Cecina, non avrà necessità di implementarli». Antonelli si riferisce a tutti gli step legati ai nove mesi di gravidanza, visite, ecografie, analisi, escluso l’ultimo tracciato che come detto verrà sempre eseguito a Cecina. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google