La protesta
Pim, cantiere al via dall’1 luglio All’inizio occuperà 90 persone
L’annuncio dell’Ad Garré di San Giorgio del Porto che è socia del Gruppo Neri «Ai primi di settembre dovremmo essere pronti per iniziare l’attività»
piombino. «Ci sono voluti tre anni per ottenere tutte le autorizzazioni, ma entro lunedì prossimo inizieremo i lavori per l’allestimento del cantiere di Piombino». Ad annunciarlo è Ferdinando Garré, amministratore delegato del cantiere genovese San Giorgio del Porto, a margine del convegno sullo Ship recycling a bordo della nave Bergamini della Marina militare, primo evento della Genoa shipping week.
Che i tempi fossero maturi era noto, ma adesso c’è una data cerchiata di rosso, l’1 luglio, nel calendario dell’avventura imprenditoriale di Piombino industrie marittime (Pim), società fra San Giorgio del Porto e Gruppo Neri. Il cantiere genovese San Giorgio del porto, che ha effettuato la demolizione della Costa Concordia, è l’unico cantiere italiano iscritto nell’albo dei demolitori italiani. E a questo proposito Garré a proposito di Pim ha sottolineato che è «nata per le attività di demolizione navale ecocompatibile, lo ship recycling».
Dopo un lunghissimo periodo di gestazione del suo progetto – finalizzato alla realizzazione di una piattaforma polifunzionale di demolizione, costruzione e logistica, che prevede investimenti privati per circa 14 milioni entro il 2022, Pim ha tutto in ordine per partire col cantiere. Inizialmente occuperà tra le 80 e le 100 persone per la fase di allestimento, costruire il capannone, poi le vasche di raccolta e l’impianto di trattamento, su una banchina di circa 100.000 metri quadrati.
«Entro due o tre mesi, ragionevolmente ai primi di settembre, dovremmo essere pronti a iniziare l’attività», ha spiegato Garré. Il primo lavoro? «Abbiamo ancora 12 cassoni della Concordia pronti per essere demoliti e abbiamo altre attività non solo di demolizione, ma costruzioni di scafi per esempio. Stiamo iniziando». I cassoni che tenevano a galla il relitto erano trenta, 15 per lato, ne sono rimasti appunto 12. «Per alcuni stiamo cercando altre locazioni. Una delle possibilità l’ampliamento di Porto Lotti a La Spezia. Ce ne hanno chiesti quattro, bisogna capire se otterranno tutte le autorizzazioni. Se c’una possibilità di riutilizzarli ben venga», aggiunge Valerio Mulas, amministratore delegato della Pim. —
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