Il dolore
Peschereccio, piano B per il suo recupero
PORTOFERRAIO. Giornata, quella di ieri, trascorsa nel mettere a punto il piano B di recupero del motopeschereccio che il 12 giugno è andato a impattare contro gli scogli a Montecristo e che poi è finito semisommerso. Quello iniziale, elaborato dall’armatore del Bora Bora, è stato accantonato dopo i primi riscontri che sono stati effettuati 48 ore fa, allorquando i sommozzatori della Guardia costiera di Genova avevano provveduto a tamponare la falla a prua e a tentare in questa maniera il rigalleggiamento. Il motivo sta nella vetustà dello scafo che, appesantito e gravato anche dalla grande mole di acqua che ha imbarcato, avrebbe reso assai difficoltoso l’allineamento, senza che si verificassero ulteriori e più gravi cedimenti strutturali. Un rischio che non si è voluto correre.
«A conti fatti – dice il comandante della Capitaneria di porto di Portoferraio, Agostino Petrillo – pensiamo domani o dopodomani di perfezionare il metodo che seguiremo nel recupero. Per poi testarlo». —
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